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Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia
Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, ha annunciato al "Tempo" che il governo intende completare il percorso legislativo sulla separazione delle carriere entro l’estate, con l’obiettivo di raggiungere un ampio consenso in Parlamento. «Questa maggioranza è sempre riuscita a trovare sintesi e compattezza», ha dichiarato Sisto, che ha anche sottolineato il progresso dei lavori sulla riforma della giustizia.
A distanza di due anni dalla morte di Berlusconi, Sisto ha evidenziato che, nonostante la lentezza e le parzialità del sistema giustizia, il governo sta lavorando con determinazione per risolvere i problemi, sia attraverso la riforma costituzionale sia con interventi mirati per aumentare l’efficienza. Tra i risultati finora ottenuti, Sisto ha citato una riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti civili del 20% e dei processi penali del 29%, che, secondo lui, sono segni positivi per il futuro.
La riforma prevede assunzioni massicce di personale, concorsi di magistratura frequenti, investimenti nella digitalizzazione delle procedure e un’attenzione particolare all’edilizia giudiziaria. Il viceministro ha sottolineato che il governo sta cercando di rendere il processo giuridico più equo con la separazione delle carriere e ha precisato che la proposta di un sistema di elezione dei magistrati per sorteggio contribuirà a rendere il Csm più credibile.
Sisto ha anche ribadito che il governo non intende limitare i diritti dei cittadini, ma vuole assicurarsi che il processo rimanga imparziale e che le indagini non vengano intaccate. «La separazione delle carriere sarà la riforma delle riforme», ha affermato. In risposta alle critiche dell'Anm, il viceministro ha precisato che, pur non essendo tutti i magistrati favorevoli, molti hanno superato la paura del cambiamento, spesso legata ai privilegi consolidati.
Infine, Sisto ha risposto alle accuse di chi sostiene che il governo stia ponendo il pubblico ministero sotto l'esecutivo, chiarendo che l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati resteranno intoccabili. Per quanto riguarda gli errori giudiziari, il viceministro ha ribadito che il sistema giudiziario prevede tre gradi di giudizio proprio per evitare ingiustizie e garantire la civiltà del processo.