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TALANTOV AVVOCATO RUSSO
Il “Premio internazionale Ludovic Trarieux” è stato assegnato quest’anno a Dmitry Talantov, presidente dell'Ordine degli avvocati della Repubblica dell'Udmurtia (Russia), arrestato nel 2022 per aver criticato la guerra di aggressione ai danni dell’Ucraina e condannato nello scorso mese di novembre a sette anni di carcere. Talantov, 64 anni, ha difeso in passato il giornalista economico Ivan Safronov, accusato a sua volta di alto tradimento.
In alcuni post su Facebook, l’ex presidente dell’Ordine degli avvocati dell’Udmurtia non solo ha commentato alcune anomalie del processo che stava seguendo come difensore, ma ha pure criticato le autorità russe per aver avviato la guerra in Ucraina. Dichiarazioni che gli hanno rovinato la vita. Prima l’arresto, poi l’inizio del processo durato oltre due anni; sei mesi fa la condanna a sette anni di carcere per la violazione dell’ormai famigerato articolo 207.3 del codice penale, che punisce i cosiddetti “falsi sull’esercito” (si veda anche Il Dubbio del 26 agosto 2022). Nei post pubblicati su Facebook Dmitry Talantov si è espresso sugli attacchi aerei in Ucraina e sulle stragi di Kharkiv, Mariupol, Irpin e Bucha. «Questo non è più fascismo – scrisse tre anni fa -, queste sono pratiche naziste estreme». In un altro post Talantov definì Vladimir Putin “un assassino”.
Il ' Premio internazionale per i diritti umani Ludovic-Trarieux' è stato istituito nel 1984. Il riconoscimento ha come destinatario sempre un avvocato, indipendentemente dalla nazionalità o dall’Ordine di appartenenza, che «nel corso della carriera ha illustrato, con la sua attività o la sua sofferenza, la difesa dei diritti umani, la promozione del diritto di difesa, la supremazia del diritto e la lotta contro il razzismo e l'intolleranza in qualsiasi forma».
Il premio è dedicato alla memoria dell'avvocato francese Ludovic Trarieux – fu anche ministro della Giustizia -, che prese le difese del militare Alfred Dreyfus nel 1898. Trarieux fondò la “Lega per la difesa dei diritti dell'uomo e del cittadino”. In occasione dell’affaire Dreyfus affermò: «Non era solo la causa di un uomo che doveva essere difesa, ma dietro questa causa, la legge, la giustizia, l’umanità». Come ministro, Trarieux adottò una legge che consentiva più ampie possibilità di appello nei processi penali e un risarcimento dignitoso per i danni subiti dalle vittime di errori giudiziari.
Il primo “Premio Trarieux” fu assegnato il 29 marzo 1985 a Nelson Mandela, quarant’anni fa in carcere in Sudafrica. Fu consegnato a sua figlia, Zenani Mandela Dlamini, il 27 aprile 1985, di fronte a quaranta presidenti di Ordini degli avvocati e associazioni forensi di Europa e Africa. L' 11 febbraio 1990, Nelson Mandela fu scarcerato.
Dal 2003, il “Premio Trarieux” viene assegnato ogni anno in collaborazione con l'Istituto per i diritti umani dell'Ordine degli avvocati di Bordeaux, l'Istituto per i diritti umani dell'Ordine degli avvocati di Parigi, l'Istituto per i diritti umani dell'Ordine degli avvocati di Bruxelles, l'Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani ( Roma), l'Union Internationale des Avocats ( UIA), la Rechtsanwaltskammer di Berlino, l'Ordine degli avvocati del Lussemburgo, l'Ordine degli avvocati di Amsterdam, la Federazione europea degli avvocati (Fbe) e l'Istituto europeo per i diritti umani degli avvocati (Idhae).
La giuria che ha assegnato quest’anno il premio ha visto la partecipazione di venticinque avvocati in rappresentanza di diversi Ordini forensi e altre organizzazioni di avvocati. Per l’Italia hanno fatto parte il professor Anton Giulio Lana, presidente dell’Unione forense per la tutela dei diritti umani e dell’ldhae, e l’avvocato Federico Cappelletti. «Il “Ludovic Trarieux” – spiega Lana - è il più antico e prestigioso premio conferito a un avvocato nel mondo. Inoltre, è l’unico premio europeo nell'ambito dei diritti umani il cui finanziamento è riservato a un avvocato.
Il riconoscimento di quest’anno al collega Talantov intende porre all’attenzione della comunità internazionale la gravissima situazione che vivono gli avvocati in Russia. Talantov, che ha 64 anni, è stato incarcerato per aver espresso il proprio pensiero su un social network. La pena che gli è stata inflitta di recente è in pratica una condanna a finire i suoi giorni dietro le sbarre. Condannare un avvocato per la libera espressione del suo pensiero impatta sulla professione forense in maniera devastante.
L’attacco alla autonomia e alla indipendenza degli avvocati si riscontra non solo in Russia ma anche in molte parti del mondo, compresi gli Stati Uniti. Il caso degli Stati Uniti è emblematico se pensiamo che stiamo parlando della “patria della democrazia”. Gli attacchi all’avvocatura delle ultime settimane da parte dell’amministrazione Trump sono gravi e devono far riflettere».
Ad esprimere preoccupazione per i rischi che corrono in Russia gli avvocati è anche Pavel Bianov, difensore di Dmitry Talantov. «Il mio assistito – dice al Dubbio Bianov - ritiene che le accuse a suo carico non rappresentino una questione politica o giudiziaria, ma morale. Il processo a Talantov è emblematico per lo Stato russo nel suo insieme: consente di riflettere sulla reale situazione che si vive nel nostro Paese. Dimostra che una persona, i suoi diritti e le sue libertà in Russia non sono il valore più alto e possono essere sacrificati in nome di altri principi, se principi possono essere definiti».