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I ministri Nordio e Santanchè
Dopo le polemiche dei giorni scorsi, arriva il primo vero banco di prova parlamentare per due ministri del governo Meloni ultimamente nell'occhio del ciclone su diversi fronti: Daniela Santanchè e Carlo Nordio. Oggi, infatti, l'ordine del giorno di Montecitorio recita alle 11 la discussione della mozione di sfiducia presentata da tutte le opposizioni ( tranne Azione) nei confronti del Guardasigilli, sulla vicenda Almasri.
Sul rimpatrio dell'ufficiale libico per il quale la Cpi aveva chiesto l'arresto, Nordio ha già riferito al Senato lo scorso 5 febbraio, ed è sulla base di quelle che i partiti di minoranza hanno ritenuto spiegazioni insufficienti e non veritiere è maturata la decisione di presentare la mozione, il cui esito non è in discussione, visti i numeri in aula. L'obiettivo dell'opposizione è anche quello di portare la premier Giorgia Meloni a riferire sulla questione.
Diversa è la situazione della ministra del Turismo Santanchè, anche se l'esito del voto è altrettanto scontato di quello di Nordio (che però non avverrà oggi): alla “conta” di oggi si è infatti giunti dopo il rinvio a giudizio, avvenuto lo scorso 17 gennaio, in base all’accusa di falso in bilancio nell’ambito dell’inchiesta sul caso Visibilia.
La discussione sulla mozione del centrosinistra si è già svolta il 10 febbraio, ma un calendario d'aula particolarmente intasato ha fatto sì che la votazione sia slittata sino ad oggi. Inoltre, la ministra attende anche l'esito di un ulteriore procedimento, quello sulla presunta truffa ai danni dell'Inps per la cassa Covid, per il quale la Cassazione si è pronunciata per il mantenimento della competenza a Milano, accelerando di fatto i tempi. Ma la situazione di Santanchè risulta differente da quella del ministro della Giustizia, soprattutto perché le vicende giudiziarie che la riguardano non sono legate alla sua attività ministeriale ma alle sue aziende private, e perché la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha già inviato dei segnali, in passato, in base ai quali è possibile desumere che non vedrebbe di cattivo occhio la scelta della diretta interessata di fare un passo indietro.
Cosa lontana, per il momento, dalla realtà, visto che la ministra ha sempre affermato di voler restare al proprio posto, salvo una richiesta esplicita di dimissioni da parte di Meloni. È probabilmente su questo che i deputati dell'opposizione faranno leva, al momento delle dichiarazioni di voto, per chiedere ai colleghi di maggioranza - senza alcuna speranza di essere ascoltati – di votare con loro la decadenza di Santanchè.