PHOTO
Copyright 2025 The Associated Press. All rights reserved
«Da questa piazza arriva un messaggio forte e chiaro: non vogliamo un piano di riarmo da 800 miliardi, vogliamo un percorso di pace che vede l'Europa protagonista. Dobbiamo investire sul lavoro, perché oggi abbiamo i salari più bassi d'Europa. No a questa follia, peraltro senza un briciolo di difesa comune europea». Con queste parole il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte , ha aperto la manifestazione “No al riarmo” , partita da Piazza Vittorio a Roma.
«Questo governo – ha proseguito Conte – invece di rafforzare un progetto europeo condiviso, ha finito per avvantaggiare la Germania. Ha completamente fallito. Solo ora Giorgia Meloni si rende conto dell'errore. Anche il voto sul riarmo rappresenta un suo fallimento storico, un peso che porterà sulle spalle per tutta la vita».
L'evento, rilanciato anche sui social con l'hashtag #fermiamoli, ha visto un ampio corteo muoversi da Piazza Vittorio Emanuele II fino a via dei Fori Imperiali. Sul palco si sono alternati numerosi interventi, tra cui quelli dello storico Alessandro Barbero , del rettore dell'Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari , di Giuseppe Onufrio (Greenpeace), e del direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio .
Per il M5S sono intervenuti, oltre a Conte, i capigruppo Stefano Patuanelli (Senato), Riccardo Ricciardi (Camera) e Pasquale Tridico (Parlamento Europeo), con la vicepresidente del Movimento Paola Taverna a moderare gli interventi.
Presenti anche l'economista statunitense Jeffrey Sachs , il parlamentare europeo belga Marc Botenga (Left), il geologo Mario Tozzi , e numerosi rappresentanti della società civile come Elisa Sermarini (Rete dei Numeri Pari), Walter Massa (Arci), Emiliano Manfredonia (Acli), Barbara Spinelli , padre Alex Zanotelli e Flavio Lotti (Tavola della Pace).
Dal fronte dell'opposizione, hanno partecipato anche esponenti del centrosinistra, a partire dai leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni . Il Partito Democratico era rappresentato dal capogruppo al Senato Francesco Boccia , dal responsabile Organizzazione della segreteria Igor Taruffi , con gli europarlamentari Sandro Ruotolo e Marco Tarquinio , la senatrice Susanna Camusso . Boccia ha dichiarato: «Sono convinto d'accordo con Conte. L'unità delle opposizioni è il punto da cui può nascere un'alternativa a un governo disastroso. I punti che ci uniscono sono molti di più di quelli che ci dividono. Dall'altra parte, invece, c'è una destra divisa che governa solo grazie alle nostre divisioni».
«Questa è una piazza importante per noi, una piazza di opposizione al governo Meloni. Con il Movimento 5 Stelle sono tanti i punti che ci uniscono. Quando ci sono aspetti che ci dividono ci confrontiamo, ma l'idea di società è un'idea sulla quale stiamo costruendo l'alternativa al governo Meloni», ha aggiunto Boccia, commentando la presenza di una delegazione del partito alla manifestazione contro il riarmo organizzata dei 5Stelle a Roma. «Un governo che ha fortemente emarginato il nostro Paese - ha continuato il senatore dem - ed è sotto gli occhi di tutti quello che sta accadendo con i dazi e sull'incapacità di Giorgia Meloni di unire il nostro paese in Europa». Elly Schlein assente? «La segretaria è sempre in piazza, sempre vicino a tutti. Passa da un presidio all'altro. Qui c'è una delegazione importante del Pd e sosteniamo l'iniziativa del presidente Conte e del Movimento 5 Stelle», ha risposto.
A destare curiosità tra i presenti è stata la partecipazione della tiktoker napoletana Rita De Crescenzo , che si è presentata alla manifestazione dichiarando: «Sono qui come mamma, donna, e per dire stop alle armi». De Crescenzo ha detto di non voler alimentare polemiche e di aver semplicemente voluto mandare un messaggio positivo: «Come sempre faccio sui social». «Spero di incontrare Conte. Devo studiare. Non conosco né Conte, né Renzi, De Luca. Li conosco solo di nome, ma non ne capisco molto di politica. Ti vuoi candidare? Sì. Ma con il Movimento 5 stelle? Non lo posso dire, non lo posso dire».
Non sono mancate le critiche. A quelle scontate del centrodestra si è aggiunto anche il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, che ha espresso preoccupazione per l'impostazione della manifestazione: «Il rischio è che questa piazza si trasformi in una voce pro-Russia e pro-Putin, invocando una resa dell'Ucraina anziché una giusta pace. La resistenza ucraina è anche resistenza europea, e va sostenuta. Siamo per una difesa europea e per gli Stati Uniti d'Europa. Su questo ci aspettiamo parole chiare da Conte e dal M5S».