Dopo il venerdì nero delle borse che hanno registrato profonde perdite, con Piazza Affari che fa segnare un -6,53%, percentuali che non si vedevano dal giorno dell'attacco alle Torri Gemelle , l'11 settembre 2001. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni , tenta di porre un freno alle preoccupazioni e per lunedì convoca un vertice a Palazzo Chigi. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti , intervenendo al Forum The European House – Ambrosetti a Cernobbio, ha lanciato un messaggio chiaro e razionale in risposta alle recenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Di fronte alla possibilità di nuovi dazi imposti dall'amministrazione americana, il governo italiano invita a non cedere a reazioni impulsive ea mantenere una linea di dialogo e pragmatismo. 

«Noi siamo impegnati a una de-escalation con l'amministrazione statunitense. A mio giudizio non bisogna pigiare il bottone del panico», ha dichiarato il ministro. «Quello che dobbiamo fare come governo è mantenere il sangue freddo, valutare attentamente gli impatti e soprattutto evitare politiche di controdazi, che rischierebbero di essere dannose per tutti, ma in particolare per l'Italia».

Giorgetti ha inoltre ribadito che la politica commerciale non può essere affrontata unilateralmente da uno Stato membro , ma deve necessariamente essere gestita a livello europeo. «Qui si dice che l'Italia deve trattare da sola», ha affermato, «ma la politica commerciale è, per definizione, competenza dell'Unione Europea, nata come mercato unico. L'Italia, in quanto parte integrante dell'Ue, deve far valere i propri interessi all'interno di questo contesto, consapevole del tipo di economia che rappresenta».

Nel suo intervento, il ministro Giorgetti ha sottolineato la forza e la capacità di adattamento del sistema produttivo italiano : «Il nostro Paese ha un tessuto imprenditoriale fatto di persone sveglie, reattive, capaci di affrontare anche le situazioni più difficili. Lo abbiamo dimostrato durante la pandemia e sono convinto che lo dimostreremo anche questa volta».Questa resilienza , secondo Giorgetti, è un valore fondamentale da preservare e rafforzare in un momento storico in cui l'economia globale sta vivendo profonde trasformazioni.

Giorgetti propone, per consentire a tutti i Paesi europei di essere messi nelle condizioni di poter attivare aiuti pubblici ai settori più colpiti dalle politiche commerciali degli Stati Uniti, di riattivare la sospensione del Patto di stabilità come accaduto durante la pandemia di Covid per sostenere le imprese. «Il problema italiano, rispetto all’approccio di altri Paesi, è che noi partiamo da una situazione di bilancio in cui i nostri spazi sono profondamente diversi rispetto a quelli di altri», per cui, se «come già si evocano gli aiuti per i settori e le imprese danneggiate da questa situazione e gli aiuti significa interventi di tipo economico-finanziario a carico del bilancio dello Stato», questo «deve essere consentito dalle regole europee» e «nell’attuale governance economica non c’è soltanto l’articolo 26 ma c’è anche l’articolo 25, che forse andrebbe riletto, e se è tutto vero, trovo che ci sia una logica conseguenza a tutto questo», ha detto Giorgetti. «L’articolo 25 consente agli Stati membri di deviare dal percorso della spesa netta nel caso di una grave congiuntura negativa, a condizione che la sostenibilità di bilancio nel medio termine non ne risulti compromessa».

Un segnale positivo per l'Italia è arrivato anche dal giudizio dell'agenzia di rating Fitch, che ha confermato il rating del Paese a BBB con outlook positivo. Un riconoscimento, secondo Giorgetti, che testimonia la solidità dell'azione del governo, pur in un contesto difficile.

«Il debito pubblico ei ridotti spazi di bilancio sono un dato di fatto», ha spiegato. «Si tratta di un vincolo oggettivo, ereditato dal passato, che non possiamo ignorare. Ogni decisione – soprattutto in ambito europeo – deve tenere conto di questa realtà. I nostri margini sono diversi rispetto a quelli di altri Paesi europei, e questo va considerato con grande attenzione».

Giorgetti ha poi evidenziato come l'attuale fase non sia soltanto una crisi commerciale, ma un cambiamento di portata storica, destinato ad avere conseguenze profonde nel lungo periodo. «La nuova politica commerciale statunitense, già anticipata dall'amministrazione Biden e ora rafforzata, si inserisce in una tendenza protezionistica che mette in discussione l'intero impianto della globalizzazione così come lo conosciamo dagli anni '90».

Secondo il ministro dell'Economia questa trasformazione epocale nasce da una matrice economica ma ha implicazioni politiche e sociali di vasta portata. «Abbiamo per troppo tempo ignorato le conseguenze sociali ed economiche della globalizzazione. Ora ne vediamo gli effetti, dobbiamo attrezzarci per affrontare una fase nuova, che richiede consapevolezza e realismo».

A Giorgetti sono arrivati ​​i complimenti del leader del suo partito  Matteo Salvini , che in una nota ha espresso pieno sostegno alle parole di Giorgetti, rilanciando la necessità di un ripensamento complessivo delle politiche europee.

«Bene Giorgetti a Cernobbio. L'Europa deve rivedere subito e totalmente tutto ciò che danneggia le nostre imprese: dal Green Deal al Patto di stabilità e all'austerità. Basta con i mille vincoli e regolamenti che soffocano il lavoro, dall'automotive all'agricoltura. Non una guerra commerciale con gli Stati Uniti. Con Washington bisogna dialogare, non scontrarsi, per difendere l'interesse nazionale».