L’annuncio shock di Donald Trump di introdurre dazi del 10% su tutti i prodotti stranieri importati negli Stati Uniti a partire dal 5 aprile ha innescato una reazione a catena, scuotendo gli equilibri economici e politici globali. L’Europa si compatta, l’Italia si divide e il rischio di una nuova guerra commerciale è più concreto che mai.

L’Unione Europea: «Pronti a rispondere»

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito la mossa americana «un duro colpo per l’economia mondiale», sottolineando che milioni di persone in tutto il mondo subiranno le conseguenze di una scelta «caotica e priva di visione». Ma l’Ue non intende restare a guardare. «Ci difenderemo a vicenda. Se colpisci uno, colpisci tutti», ha dichiarato von der Leyen, evocando contromisure pronte a essere attivate in caso di mancato dialogo con Washington.

Giorgia Meloni: «Una misura sbagliata»

Dal fronte italiano, la premier Giorgia Meloni ha cercato di mantenere una linea diplomatica: «È una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti», ha affermato, escludendo uno scontro frontale con gli Stati Uniti ma promettendo «tutto il possibile» per evitare una guerra commerciale che finirebbe per danneggiare anche l’economia italiana. Meloni ha ribadito l’intenzione di muoversi «nell’interesse dell’Italia», mantenendo il confronto con Bruxelles e i partner europei.

Matteo Renzi all’attacco: «Meloni inadatta, Trump ci ha umiliati»

Ben più duro il commento di Matteo Renzi, che non ha risparmiato critiche né a Trump né al governo italiano: «Trump ha dichiarato guerra all’Europa, e Bruxelles deve reagire subito. L’Italia? Umiliata. Meloni ha parlato di “relazione speciale” con Washington, ma il risultato è che Trump neppure l’ha ricevuta alla Casa Bianca». Il leader di Italia Viva ha accusato l’esecutivo di essere «distratto dai premi televisivi» mentre il sistema agroalimentare viene travolto dai dazi, dipingendo Meloni come «perfetta per MasterChef, ma non per guidare il Paese».

Renzi ha anche lanciato un appello: «L’Italia ha bisogno della globalizzazione, non del sovranismo. Servono politici competenti, non populisti».

Lo scenario

Il rischio è evidente: i dazi potrebbero innescare una spirale di ritorsioni tra Stati Uniti e Unione Europea, con effetti devastanti per le imprese esportatrici, i lavoratori e l’intero tessuto economico.