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Stop alla proroga sulle concessioni balneari
Il TAR della Liguria ha respinto il ricorso presentato dai titolari di tre stabilimenti balneari di Zoagli, in provincia di Genova, confermando che le concessioni demaniali sono scadute il 31 dicembre 2023 e devono essere assegnate tramite gara, come previsto dalla Direttiva Bolkestein.
I ricorrenti sostenevano che esistesse un accordo tra lo Stato italiano e la Commissione Europea che avrebbe imposto alle amministrazioni la proroga automatica fino al settembre 2027. Tuttavia, il tribunale amministrativo ha rigettato questa interpretazione, ribadendo la necessità di rispettare la normativa europea e la scadenza già fissata.
Magi e Hallissey (+Europa): «Il TAR affossa la proroga, ora Meloni faccia le gare»
Dopo la sentenza, i vertici di +Europa, Riccardo Magi e Matteo Hallissey, hanno duramente criticato il governo: «Come avevamo avvisato da tempo, il TAR ha cancellato la proroga delle concessioni voluta da Giorgia Meloni per favorire le lobby che bloccano le nostre spiagge da decenni».
Per i due esponenti dell’opposizione, la decisione del tribunale amministrativo sancisce la prevalenza del diritto europeo sulle norme nazionali. «Ora Meloni ha due scelte: continuare ad attaccare la magistratura politicizzata o aprire finalmente le coste alla concorrenza», hanno dichiarato.
Consumatori: «Basta privilegi, servono gare per il bene degli italiani»
Anche le associazioni dei consumatori hanno accolto con favore la decisione del TAR. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha definito la sentenza «l’ennesimo schiaffo al Governo e al Parlamento», accusandoli di difendere la “casta” dei balneari a discapito delle famiglie italiane.
Dona ha poi aggiunto: «È ora di pensare agli interessi dei cittadini e non solo a quelli di pochi gruppi organizzati. Il governo smetta di cercare scappatoie legali e proietti il Paese verso il futuro».
Fiba Confesercenti: «Situazione ancora confusa»
Di tutt’altro avviso il settore balneare. Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Confesercenti, ha espresso preoccupazione per lo scenario che si sta delineando: «La situazione continua a essere poco chiara. Non ci sono certezze sui ruoli e sulle competenze, né su come il governo intenda affrontare la questione».
Rustignoli ha sottolineato che il settore attende ancora una linea definitiva e teme che l’incertezza normativa possa creare ulteriori problemi alle imprese.