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ANDREA MIRENDA CONSIGLIERE CSM
«Come può un magistrato scelto con il sorteggio ricoprire l’incarico, che richiede competenze particolari, di componente del Consiglio superiore della magistratura?», afferma Gherardo Colombo, ex pm di Mani pulite ed ora riconosciuto saggista. «Se le “competenze particolari” servono per pilotare le nomine e lottizzare gli incarichi possiamo farne anche a meno», ha replicato il giudice Andrea Mirenda, attuale componente del Csm. Botta e risposta dunque questa settimana fra i due magistrati sul tema, sempre più incandescente, della riforma dell’Ordinamento giudiziario. Riforma che prevede, oltre alla nota separazione delle carriere fra pm e giudici, il “sorteggio” per la scelta dei futuri componenti dei due organi di autogoverno delle toghe. «Come si fa a pensare che lo svolgimento di una funzione che richiede competenze particolari sia determinata per sorteggio?», ha dichiarato Colombo, intervenendo l’altro giorno al dibattito “Quale Riforma per avere Giustizia?”, organizzato dall’associazione “Sandro Pertini- Isonomia”, in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre. Immediata, come detto, la replica piccata di Mirenda che è attualmente il primo (e al momento unico) consigliere “sorteggiato” nella storia del Csm.
La riforma Cartabia, approvata nella scorsa legislatura, fra le tante novità aveva infatti previsto anche una modifica al sistema elettorale del Csm che, dopo lo scandalo del Palamaragate, avrebbe dovuto penalizzare le correnti e premiare i candidati senza un gruppo associativo alle spalle. Se non si fosse raggiunto un numero di predeterminato di candidati in ogni singolo collegio, sarebbe poi stato necessario provvedere alla selezione dei magistrati mancanti tramite il sorteggio.
Il risultato delle elezioni ha stroncato i candidati indipendenti, ottenendo il risultato contrario da quello che si prefiggeva la legge, ma la dea bendata ha indicato proprio Mirenda che per anni si era battuto a favore del sorteggio (e alla rotazione degli incarichi) in magistratura. «È emerso ciò che molti sapevano ma che pochi avevano avuto il coraggio di denunciare pubblicamente negli ultimi trenta anni», disse Mirenda all’indomani della pubblicazione delle chat che i magistrati si scambiavano con l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, ras indiscusso delle nomine al Csm, per avere un posto o un incarico.
Mirenda iniziò una battaglia di verità su queste chat, utilizzate a corrente alternata al Csm: per alcuni una clava, per altri una carezza. Nel mirino del giudice veronese, in particolare, l’ex procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, autore della circolare che escludeva l’illecito per il magistrato che si fosse “autoraccomandato” con Palamara per avere un incarico. «Non posso che prendere atto delle simpatiche affermazioni del dottor Colombo, certamente immemore delle prestigiose gesta dei vari Csm via via avvicendatisi, tutti con ottimi consiglieri “eletti” in seno alle meritorie consorterie alle quali tanto deve l’attuale prestigio della magistratura», è stato allora l’ironico commento di Mirenda.
«Venendo, poi, alle “competenze particolari” a cui egli fa cenno verrebbe fatto di chiedergli, alla luce delle cronache giudiziarie dell’ultimo decennio (tanto per non andare troppo lontano), se esse, forse, consistano nel favorire (o colpire) questo o quello secondo segrete regole da sodali nel lottizzare gli incarichi giudiziari, nel piazzare “compari” e “comparielli” nei vari ministeri, nel pilotare le nomine a pacchetto», ha aggiunto il giudice veronese.
«Ecco, perché se le competenze particolari fossero queste, credo serenamente se ne possa fare a meno; se invece fossero altre, posso rassicurare il dottor Colombo che la preparazione di ogni magistrato è ampiamente sufficiente a svolgere con onore e serenità i vari compiti consiliari», ha quindi concluso Mirenda. Ed in effetti una domanda sorge spontanea: perché un giudice monocratico può dare fino a 30 anni di prigione o sequestrare interi patrimoni mandando sul lastrico anche società importanti e strutturate ma non può decidere chi deve fare il presidente di sezione in un tribunale? Con l’avvicinarsi dell’approvazione finale della riforma Nordio ed il conseguente avvio della campagna referendaria c’è da attendersi scintille.