Il Tribunale dei Minori di Brescia ha emesso una condanna a 30 anni di carcere per Marco Toffaloni, imputato nell’ambito dell'inchiesta quater sull'attentato di piazza della Loggia, del 28 maggio 1974. Toffaloni, accusato di aver materialmente piazzato la bomba che uccise 8 persone e ne ferì 102, è stato ritenuto uno degli autori materiali dell'attentato, al fianco di Roberto Zorzi, il cui processo è ancora in corso davanti alla Corte d’Assise di Brescia e la prossima udienza è fissata al 7 aprile.

Il giovane Toffaloni, all’epoca dei fatti militante di Ordine Nuovo e solo 16nne, oggi 67 cittadino svizzero, ha visto il suo caso trattato dal Tribunale dei Minori, proprio per via della sua età all’epoca del crimine. Le autorità elvetiche, tuttavia, hanno già dichiarato che non lo consegneranno all’Italia per scontare la sua pena.

Sono trascorsi ben 51 anni e Silvio Bonfigli, procuratore generale di Brescia all’epoca e oggi in servizio a Cremona, ha sottolineato come, sebbene la giustizia sia arrivata con un grande ritardo, le indagini abbiano finalmente portato alla luce la verità. Bonfigli, insieme alla collega Caty Bressanelli, ha condotto l’inchiesta quater, che ha riaperto il caso, fino alla condanna di Marco Toffaloni. «È solo il primo passo, naturalmente, perché adesso poi bisogna aspettare gli altri gradi di giudizio e aspettare soprattutto le motivazioni. Comunque, per me, credetemi, la cosa principale, a parte le responsabilità individuali, è che sia venuta fuori la verità del contesto», ha commentato Bonfigli.

Il processo per la strage ha attraversato ben 17 fasi, durante le quali sono stati coinvolti diversi imputati e sono emersi nuovi elementi che hanno gettato luce su un’organizzazione terroristica che non si limitava all’attentato di Brescia, ma che aveva una visione più ampia di destabilizzazione dell'ordine pubblico. In un altro processo, il 20 giugno 2017, sono stati condannati all’ergastolo Maurizio Tramonte e Carlo Maria Maggi, rispettivamente membro di Ordine Nuovo e capo della stessa organizzazione. La Corte li ha ritenuti colpevoli di concorso in strage, poiché avevano organizzato, pianificato e incentivato azioni terroristiche come quella di Brescia.

Secondo i giudici, Tramonte, che all’epoca era un infiltrato dei servizi segreti, aveva partecipato a riunioni in cui si pianificava la ripresa delle attività di Ordine Nuovo, disciolto nel 1973. Durante uno di questi incontri, tenutosi ad Abano Terme tre giorni prima della strage, Maggi avrebbe incitato i suoi compagni a compiere nuove azioni violente per riaccendere il conflitto interno al paese.

L’inchiesta ha fatto emergere non solo le responsabilità dei membri di Ordine Nuovo, ma anche quelle di alcuni settori dello Stato. Secondo i documenti processuali, ci sarebbero stati collegamenti con l’Arma dei Carabinieri e con alti funzionari dei servizi segreti..

Oggi, Marco Toffaloni e Roberto Zorzi vivono all’estero. Toffaloni risiede in Svizzera, mentre Zorzi si trova negli Stati Uniti. Entrambi, pur avendo cambiato identità, negano qualsiasi coinvolgimento nella strage e si dichiarano innocenti. Nonostante le evidenti difficoltà legate alla giurisdizione internazionale, la giustizia sembra finalmente avvicinarsi, anche se solo dopo un’inevitabile attesa durata decenni.