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MANIFESTAZIONE CONTRO DDL SICUREZZA PROTESTA PROTESTE MANIFESTAZIONE MANIFESTAZIONI FUMOGENO FUMOGENI
Con un comunicato molto critico la giunta dell'Unione delle camere penali italiane prende posizione sul decreto sicurezza varato ieri dal governo: «Peggio del ddl sicurezza c'è solo il decreto sicurezza». Nella nota si legge ancora: «Preso atto della volontà del governo di emanare un decreto legge all'interno del quale recepire i contenuti del disegno di legge denominato “pacchetto sicurezza” , già all'attenzione del Parlamento non possiamo non denunciare ancora una volta l'abuso della decretazione d'urgenza nella materia penale».
I penalisti sottolineano che «tale modalità di intervento legislativo risulta tanto più inadeguata in quanto non solo adottata in mancanza di ogni profilo di necessità e di urgenza che possa giustificare una simile iniziativa, ma in quanto la stessa viene attuata con riferimento ad una serie di norme, già da più parti sottoposte a severe critiche, mentre è in corso un'ampia e approfondita discussione davanti al Senato». «Nel merito, prosegue il comunicato dell'Ucpi – non possiamo che ribadire le ragioni di contrarietà poste a fondamento di diverse delibere di astensione e di una manifestazione nazionale alla quale è stata chiamata a partecipare la migliore accademia dei sostanzialisti e dei costituzionalisti italiani».
«Nonostante le annunciate modifiche - osserva la giunta dell'Unione delle camere
penali - restano di fatto tutte le critiche del “pacchetto sicurezza” denunciate dall'Unione delle camere penali italiane relative alla inutile introduzione di nuove ipotesi di reato, ai molteplici sproporzionati e ingiustificati aumentando di pena, alla introduzione di aggravanti prive di alcun fondamento razionale, alla criminalizzazione della marginalità e del dissenso, ed alla introduzione di nuove ostatività per l'applicazione di misure alternative alla permanenza».
«L'entrata in vigore di tali discussioni norme, violante dei principi costituzionali di proporzionalità, ragionevolezza, offensività e tassatività, non farà altro che aumentare la popolazione carceraria, con ulteriore aggravio del fenomeno del sovraffollamento e con il definitivo collasso di strutture oramai allo stremo, come denunciano i quasi quotidiani suicidi, giunti oramai al numero di ventisei dall'inizio dell'anno - continua la giunta - La sottrazione dell'iniziativa legislativa alla sua ordinaria sede parlamentare denuncia, ancora una volta, come si tratti di interventi ostentatamente simbolici e come tali privi di ogni effettiva efficacia e che, ad onta del titolo, nulla hanno a che fare con un qualche reale incremento della sicurezza dei cittadini».
Critici anche i magistrati, per il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, sentito a margine della riunione del Comitato direttivo centrale dell’Associazione, il dl sicurezza « porterà a non pochi problemi interpretativi e applicativi». «È un documento che non ha mezze misure - aggiunge -, nel senso che interviene su alcuni settori di ordine pubblico, accontentando un po’ il desiderio di una parte della cittadinanza, ma è un provvedimento per certi aspetti molto restrittivo e punitivo, che quindi ovviamente susciterà sentimenti opposti».
«Ci sono sicuramente anche alcuni aspetti positivi come una maggiore attenzione alle truffe per gli anziani che è un aspetto molto delicato - aggiunge Parodi -. Quanto al tema delle occupazioni e al tema della penalizzazione delle attività di rivolta o comunque del dissenso nell’ambito delle carceri e in altri luoghi, è sicuramente un tema destinato a fare discutere che apre molti problemi che vanno al di là del dato strettamente normativo e toccano un dato sociale che quindi deve essere poi affrontato con serietà».
Il segretario generale dell'Anm, Rocco Gustavo Maruotti, è ancora più diretto: «È inquietante il messaggio del decreto legge sicurezza, che sembra avere solo un duplice obiettivo: da una parte, creare nella collettività un problema che non esiste, perché non mi pare che ci sia alcun allarme sociale o alcuna questione emergenziale legata all’ordine pubblico; dall’altra, tentare di porre le basi per la repressione del dissenso».