Le critiche dell'Associazione Nazionale Magistrati sul decreto Sicurezza, approvato ieri dal Consiglio dei ministri, hanno suscitato forti reazioni tra le fila del centrodestra. Per il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, sentito a margine della riunione del Comitato direttivo centrale dell’Associazione, il dl sicurezza «porterà a non pochi problemi interpretativi e applicativi». Per il segretario Rocco Gustavo Maruotti, è: «inquietante il messaggio del decreto legge sicurezza, che sembra avere solo un duplice obiettivo: da una parte, creare nella collettività un problema che non esiste, perché non mi pare che ci sia alcun allarme sociale o alcuna questione emergenziale legata all’ordine pubblico; dall’altra, tentare di porre le basi per la repressione del dissenso».

Parole che hanno infiammato i rappresentanti della maggioranza. Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha duramente criticato le posizioni espresse dall’Anm, definendole «sconcertanti e allarmanti». Secondo Gasparri, l’associazione mostrerebbe «disprezzo per il desiderio di sicurezza dei cittadini» e tenderebbe a minimizzare un problema che, a suo avviso, è invece molto concreto. «Ecco come si spiegano – ha aggiunto – sentenze assolutorie o troppo blande nei confronti di gruppi che agiscono illegalmente nelle nostre città».

Sulla stessa linea il Sottosegretario alla Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, che ha parlato di «invasione di campo» da parte dell’Anm, sottolineando come le decisioni dell’esecutivo siano state già vagliate dal Parlamento. «I cittadini hanno chiesto più sicurezza e tutele. Il governo sta lavorando per rispondere a questa richiesta», ha dichiarato.

Anche Tommaso Calderone, capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia alla Camera, ha criticato duramente l’Anm: «Si tratta dell’ennesima interferenza istituzionale. Vadano nelle aule a smaltire l’arretrato invece di andare in giro a spiegare la separazione delle carriere».

Dalla Lega, il vicesegretario Andrea Crippa ha parlato di «sciagurato attacco alla politica» da parte dell’Anm, invitandola a rispettare l’autonomia di governo e Parlamento.

Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ha invece elogiato il decreto, sostenendo che «rafforza gli strumenti e le tutele per le Forze dell’Ordine» e permette tempi più rapidi per sgomberare gli immobili occupati abusivamente. «Con noi, lo Stato è tornato», ha dichiarato.

Anche Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia, ha difeso il provvedimento, definendolo una «risposta concreta» alle esigenze degli operatori della sicurezza. Tra i punti di forza, ha citato l’estensione delle bodycam e i rimborsi per le spese legali sostenute dalle Forze dell’Ordine.

Dall’altra parte, non mancano le voci critiche. Il presidente dei senatori del Partito Democratico, Francesco Boccia, intervenuto durante la manifestazione del Movimento 5 Stelle a Roma, ha contestato l’intero impianto del decreto, definendolo «una nuova forma di populismo penale. Con la destra si sta alimentando una cultura dell’illegalità». 

Per il capogruppo di Alleanza Versi e Sinistra, Peppe De Cristofaro, il ddl sicurezza era «una porcata e il decreto resta una porcata, anzi la aggrava perché estromette ancora di più il Parlamento da un possibile ruolo. E se anche le poche modifiche a cui la maggioranza è stata obbligata, visto il muro delle opposizioni in commissione, la mobilitazione civile nelle piazze e finanche i timori del Quirinale, rendono meno indigesto qualche singolo aspetto (quello relativo all’articolo 31 sui servizi segreti per esempio) non cambia la natura del provvedimento. Né le modifiche lo rendono meno pericoloso».