Donald Trump si è detto “molto arrabbiato” con Vladimir Putin per aver criticato la credibilità del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, aggiungendo che, se dovesse saltare l'accordo “per fermare lo spargimento di sangue in Ucraina” per “colpa della Russia”, applicherà “dazi su tutto il petrolio che esce dalla Russia”.

In una telefonata a NBC News on Sunday, il presidente Usa ha aggiunto che imporli “significherebbe che se compri petrolio dalla Russia, non puoi fare affari negli Stati Uniti”. “Ci sarà una tariffa del 25% su tutto il petrolio, una tariffa da 25 a 50 punti su tutto il petrolio”, ha rimarcato l'inquilino della Casa Bianca precisando però di aver “un ottimo rapporto” con Putin e che “la rabbia si dissipa rapidamente se fa la cosa giusta”.

Trump ha minacciato anche di effettuare “bombardamenti come non ne sono mai visti prima” sull'Iran se Teheran non si siederà al tavolo dei negoziati con gli Usa per discutere di un accordo sul nucleare. “Se non fanno un accordo, ci saranno bombardamenti. Saranno bombardamenti come non ne hanno mai visti prima”, ha detto Trump alla NBC, aggiungendo che funzionari statunitensi e iraniani stanno attualmente "parlando" della questione. Il presidente americano ha anche minacciato di imporre “tariffe secondarie”.

Il 7 marzo scorso Trump ha detto di aver inviato una lettera al leader supremo dell'Iran, Ali Khamenei, con un'offerta per avviare i negoziati su un accordo nucleare. Oggi, tuttavia, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è rifiutato di avere colloqui diretti con gli Stati Uniti, esprimendo la disponibilità a negoziare solo attraverso la mediazione di Paesi terzi, ma ha affermato che “la strada dei negoziati indiretti è aperta”. “Sono le ripetute violazioni degli impegni che hanno creato problemi in questo percorso, queste devono essere affrontate e la fiducia deve essere ricostruita. E' il comportamento degli statunitensi che determinerà se i negoziati potranno andare avanti”, ha detto Pezeshkian. 

Nei giorni scorsi l'Iran ha trasmesso la sua risposta alla lettera del presidente degli Stati Uniti attraverso l'Oman.  Khamenei ha respinto le dichiarazioni di Trump e l'ha accusato di cercare di ingannare l'opinione pubblica mondiale dipingendo gli Stati Uniti come aperti ai colloqui e l'Iran come un ostacolo.