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Proteste in Turchia per l'arresto di Ekrem İmamoğlu
Il presidente del Partito Repubblicano (Chp) turco, Özgür Özel, ha descritto l'arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem İmamoğlu, come un esempio di colpo di Stato civile, portato avanti dal governo attraverso l'uso della magistratura. «In Turchia abbiamo affrontato golpe militari contro chi era al governo, ma quello che stiamo vivendo oggi è un attacco all’opposizione, portato avanti da chi detiene il potere», ha dichiarato Özel a Repubblica.
La critica al sistema giudiziario turco e alle istituzioni
Özel ha accusato le istituzioni turche di essere ormai collassate, con una magistratura che non gode più di indipendenza. «La democrazia turca è in coma», ha affermato, criticando la nomina di Akan Gurlek come procuratore capo di Istanbul, una persona che, secondo il presidente del Chp, aveva già preso decisioni contro l’opposizione. «In Turchia, se cerchi un avvocato, ti serve qualcuno vicino all'AKP, altrimenti rischi di perdere», ha sottolineato Özel, mettendo in evidenza la mancanza di equità nel sistema legale.
Le accuse a Ekrem İmamoğlu e la strategia di Erdogan
Özel ha ribadito che İmamoğlu è l'unico che ha vinto contro Erdogan a Istanbul, e per questo motivo il presidente turco cerca di disfarsene, accusandolo di sostenere il terrorismo per una telefonata fatta a un contatto che aveva perso un familiare. «Un membro della famiglia si è scoperto essere legato al Pkk, ma questo non giustifica le accuse contro di lui», ha spiegato Özel, evidenziando l'assenza di prove concrete per le accuse. «Sono sicuro che vinceremo tutti gli appelli, ma le elezioni saranno già passate», ha aggiunto.
Le primarie del Chp e la solidarietà con i sostenitori di Erdogan
Özel ha confermato che İmamoğlu rimarrà il candidato del Chp per le prossime elezioni, nonostante le difficoltà. «Abbiamo un milione e 700 mila iscritti e apriremo le urne della solidarietà anche ai non iscritti, per dar loro l'opportunità di sostenere il nostro candidato», ha detto, sottolineando che questa battaglia non riguarda solo l'opposizione, ma il futuro della nazione. Özel ha chiuso il suo intervento inviando un messaggio anche ai sostenitori di Erdogan: «Se il diritto e lo Stato di diritto vengono meno, nessuno sarà protetto dalle istituzioni della Repubblica turca. Non possiamo lasciare un Paese così ai nostri nipoti».