PHOTO
Marine Le Pen dopo la condanna
Dopo la condanna a cinque anni di ineleggibilità per Marine Le Pen, con applicazione immediata, una nuova inchiesta è stata aperta a Parigi a seguito delle minacce rivolte ai giudici del tribunale penale. In particolare, sotto attacco la magistrata Bénédicte de Perthuis, destinataria di insulti e intimidazioni nelle ore successive alla sentenza sul caso di frode al Parlamento europeo.
A esprimere solidarietà è intervenuta la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati, che in una nota ha dichiarato: «Esprimiamo la nostra piena e completa vicinanza alla giudice de Perthuis».
Nel frattempo, Marion Maréchal, nipote di Le Pen, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui accusa apertamente la magistratura francese di usare la giustizia come strumento politico: «Quel che oggi è capitato a Marine, ieri è toccato a Fillon, e domani potrebbe toccare a chiunque costruisca un’alternativa di destra. Serve una mobilitazione comune delle destre».
Maréchal ha poi commentato anche le dichiarazioni provenienti dalla Russia: «Il Cremlino non deve giocare alcun ruolo in questa vicenda, ma che persino Mosca trovi l’occasione per criticare le nostre istituzioni democratiche fa riflettere».
Sulle ipotesi di un possibile passo indietro di Le Pen per il 2027, ha affermato: «Marine resta la nostra candidata. Se non potesse candidarsi, valuteremo insieme una strategia per proseguire il progetto nazionale».