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Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 27/03/2025 Parigi, Francia Politica La Premier Giorgia Meloni al vertice dei volenterosi a Parigi DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili
«Essenziale è sviluppare la riflessione sul nuovo contesto strategico internazionale, che naturalmente richiederà conseguenti processi decisionali. Vale in sede di Alleanza Atlantica, vale per le decisioni da assumere in sede di Unione europea, che non sono più rinviabili». Ricevendo al Quirinale i vertici dell’Aeronautica militare, in occasione del 102° anniversario dalla fondazione dell’arma, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha usato parole inequivocabili sulla necessità di aderire, da parte del nostro paese, al processo di integrazione della difesa europea.
Lo ha fatto, forse in modo non casuale, proprio mentre a Parigi si riunivano i paesi cosiddetti “volenterosi”, convocati dal presidente francese Emmanuel Macron all’Eliseo per dare maggiore spinta alle iniziative di sostegno all’Ucraina. Per il Capo dello Stato «la missione affidata alle Forze Armate è quella di difendere gli ordinamenti democratici del Paese e il rispetto del diritto internazionale, operando sempre con un approccio di deterrenza, di prevenzione, di difesa collettiva».
Nella capitale francese, il padrone di casa annunciava la messa in campo di una forza di “rassicurazione” che protegga l'Ucraina da eventuali aggressioni di Mosca nel caso si raggiunga una tregua tra i belligeranti, oltre al mantenimento delle sanzioni. Per Macron «non c'è alcuna risposta russa» alle proposte di pace, e quanto a possibili missioni militari sul campo, l'inquilino dell'Eliseo ha parlato di due distinte iniziative: la prima potrebbe essere l'invio di «un'equipe franco-britannica per preparare quello che sarà l'esercito ucraino di domani», mentre la seconda (su cui non c'è unanimità) è la costituzione della citata «forza di rassicurazione con diversi paesi europei che si schiereranno, che non devono necessariamente essere forze di peacekeeping, né stabilirsi sulla linea di contatto ma fornire a Kiev «un sostegno a lungo termine e un deterrente contro una potenziale aggressione russa».
«Continueremo a sostenere militarmente l'esercito ucraino», ha detto ancora Macron, poiché «la Russia finge di negoziare ma non vuole alcun tipo di pace». «L'obiettivo è chiaro: ottenere la pace, e per farlo dobbiamo mettere l'Ucraina nella posizione migliore per negoziare con la pace». Gli ha fatto eco il cancelliere tedesco Scholz, dichiarando che Mosca «non è attualmente interessata a una vera pace» e che dunque «ora non avrebbe senso mettere in discussione le sanzioni».
Da parte sua, Meloni ha tenuto una linea coerente a quanto affermato più volte nei giorni scorsi, chiedendo inoltre agli altri partecipanti di invitare gli Usa al prossimo appuntamento. Nella nota diffusa da Palazzo Chigi dopo la fine del vertice, si è parlato di «pace giusta e duratura, che necessita del continuo sostegno all’Ucraina e di garanzie di sicurezza solide e credibili che il Presidente del Consiglio ha riaffermato debbano trovare fondamento nel contesto euroatlantico, anche sulla base di un modello che in parte possa ricalcare quanto previsto dall’articolo 5 del Trattato di Washington. Ipotesi su cui il Presidente Macron ha sollevato con interesse l’opportunità di un approfondimento tecnico, che il Presidente Meloni ha accolto con favore». «Ribadendo che non è prevista alcuna partecipazione nazionale ad una eventuale forza militare sul terreno», ha proseguito la nota, «il Presidente Meloni ha sottolineato l’importanza di continuare a lavorare con gli Stati Uniti per fermare il conflitto e raggiungere una pace che assicuri la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina, auspicando il coinvolgimento di una delegazione americana al prossimo incontro di coordinamento».