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Modifiche al decreto Accertamento fiscale, per limitare l’utilizzo di sistemi di Intelligenza artificiale eccessivamente invasivi nella sfera privata dei contribuenti, basati anche sui dati pubblicamente disponibili.
A chiederlo è l’Assise del VIII Congresso nazionale dell’Unione Nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi, riuniti a Venezia, che ribadisce la necessità di istituire una Authority, con garanzia di terzietà, che possa sorvegliare la progettazione e l’impiego di algoritmi in campo tributario
Il Congresso ha discusso i termini della Mozione che verrà prossimamente sottoposta all’Assemblea dei Delegati per l’approvazione definitiva, in vista del Congresso nazionale forense di Torino, ad ottobre prossimo.
Il Congresso chiede ancora di abrogare la norma sulla certificazione di conformità dei documenti prodotti in giudizio, non ritenendo sufficiente la apertura del Mef di modificare la norma limitando l’attestazione al solo documento analogico prodotto in giudizio, in quanto norma inutile e un unicum nel panorama delle norme di procedura di tutti gli altri processi.
Le modifiche richieste. In linea con le osservazioni del Garante per la protezione dei dati personali, si propone una modifica al Decreto Legislativo n. 13 del 2024 (Accertamento), per garantire un maggiore rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini anche nella digitalizzazione “spinta” che il Ministero dell’Economia ha imboccato con la Riforma fiscale e che è stata confermata ieri dallo stesso Vice ministro Maurizio Leo, intervenuto al Congresso.
Tenendo conto delle norme in vigore, l’VIII Congresso ha chiesto in particolare di rimuovere i riferimenti a dati “pubblicamente disponibili” (articolo 2, comma 1, lettera a). Si tratterebbe di una espressione troppo generica che potrebbe portare a trattamenti di dati non sufficientemente tutelati.
La richiesta fa riferimento alla previsione sull’analisi del rischio fiscale del contribuente (funzionale anche alla prevenzione e contrasto dell’evasione fiscale e allo svolgimento di controlli preventivi del decreto accertamento), che include tra i dati di analisi anche quelli “pubblicamente disponibili”, magari su social e altre piattaforme.
La mozione richiede ancora una maggiore trasparenza e garanzie sull’uso degli algoritmi, proponendo che eventuali limitazioni all’esercizio dei diritti previsti dal Regolamento europeo (art. 23 GDPR) siano definite da una legge, e non da semplici regolamenti.
Tutele minime nell’accertamento semi-automatizzato. A fronte della digitalizzazione, gli Avvocati Tributaristi chiedono ancora l’introduzione di tutele minime che garantiscano il controllo umano all’esito delle analisi effettuate tramite algoritmi; maggiore trasparenza, nel senso che i contribuenti devono poter conoscere i dati utilizzati, la loro origine e come sono stati raccolti; contraddittorio e accesso al giudice, anticipato sin dalla selezione come soggetto a rischio fiscale basata su analisi algoritmica, con procedura d’urgenza. E diritto alla contestazione dei dati anche in fase di ricorso, potendo ottenere l’espulsione dalla base di dati per la definizione del rischio fiscale quelli giudicati errati o incompleti.
Centralità della pubblica udienza del giusto processo tributario. Nella seconda giornata congressuale i lavori si sono focalizzati sulle riforme del processo tributario, "Apprezziamo vivamente quello che la presidente del Consiglio di presidenza della Giustizia Tributaria, Carolina Lussana, ha oggi detto al nostro Congresso, ossia che la giustizia deve essere l'ago della bilancia tra le pretese impositive dello Stato e le posizioni specifiche dei contribuenti”, ha commentato il presidente Uncat Gianni Di Matteo. “Uncat ha sottolineato proprio la necessità di lavorare insieme per raggiungere la parità delle parti nel processo tributario, la pubblica udienza come snodo insopprimibile e un giudice che sia terzo, imparziale e autonomo e possa essere messo in condizione di esercitare il libero convincimenti nelle decisioni giudiziarie anche in un sistema digitalizzato".
In merito alle parole del direttore generale della Giustizia Tributaria, Fiorenzo Sirianni, che ha annunciato la prossima adozione di un decreto ministeriale per la disciplina delle udienze da remoto e per la forma degli atti processuali tributari, Di Matteo ha dichiarato: “Sul primo fronte, ci auguriamo che il dm risolva il problema delle pratiche differenti da sedi a sedi, che rendono l'accesso al processo dello stesso difensore complicato e non prevedibile".
Geografia Giudiziaria. Da ultimo, un richiamo del presidente della Camera Tributaria del Veneto, Michele Tiengo, sulla annunciata riforma della geografia giudiziaria per la revisione delle sedi delle Corte Tributarie: "occorre prevedere una serie di criteri e non limitarsi a quello del numero dei ricorsi".