Lavoro 13 Dec 2019 16:03 CET

Vino: Terre Cevico, fatturato +1,8% ed export+12,9%

Roma, 13 dic. (Labitalia) – Una cooperativa internazionale col cuore in Romagna. Terre Cevico, consorzio cooperativo presieduto da Marco Nannetti, ha celebrato alla Fattoria Guiccioli a Mandriole di Ravenna la sua assemblea annuale presentando i risultati della gestione 2018/2019. Tutti in crescita i […]

Roma, 13 dic. (Labitalia) – Una cooperativa internazionale col cuore in Romagna. Terre Cevico, consorzio cooperativo presieduto da Marco Nannetti, ha celebrato alla Fattoria Guiccioli a Mandriole di Ravenna la sua assemblea annuale presentando i risultati della gestione 2018/2019. Tutti in crescita i numeri del gruppo: 167 milioni di euro di fatturato consolidato (+1,83%), 71 milioni di patrimonio netto (+1,40), 49,3 milioni di export (+12,98), 7,1 milioni di plusvalore riconosciuto ai soci (+4,22%). Di rilievo la crescita dell’export (era di 42,9 milioni nello scorso esercizio) con vendite in 65 paesi e quattro mercati in evidenza: Cina (primo esportatore italiano), Giappone (secondo esportatore), Stati Uniti e Russia.
Terre Cevico nasce in Romagna e lì mantiene il proprio ‘cuore’, ma, per affrontare adeguatamente le richieste del mercato globale, col tempo si è strutturata per proporre vini che rappresentino tutta l’enologia italiana. La rete di imprese che fa capo alla cooperativa lughese si è estesa e si sta estendendo nelle altre regioni italiane e in tutto il mondo: è una filiera moderna in cui ogni passaggio, dalla produzione alla commercializzazione, è coordinato e controllato scrupolosamente.
Così, oggi, Terre Cevico può contare su circa 7 mila ettari di vigneto, gran parte dei quali in Romagna, condotti da circa 5.000 soci viticoltori, in grado di fornire uve per una quantità di vino stimata in oltre 1 milione di ettolitri, e 100 milioni di bottiglie prodotte. Terre Cevico, quindi, gestisce oltre il 30% della produzione del bacino romagnolo e oltre la metà del vino del gruppo è venduto confezionato.
Terre Cevico comprende una serie di società (Terre Cevico, Le Romagnole, Colli Romagnoli, Le Romagnole Due, Due Tigli, Rocche Malatestiane, Sprint Distillery, Winex, Tenuta Masselina e Medici Ermete & Figli) e altre partecipazioni (tra cui cantine Giacomo Montresor e Bolé) per un fatturato complessivo di 167 milioni di euro. In crescita costante il giro d’affari della capogruppo che al 31 luglio scorso aveva raggiunto i 103,4 milioni. Grazie alla sua potenzialità produttiva, Terre Cevico si colloca fra le prime imprese vitivinicole italiane sia nel segmento del vino confezionato, commercializzato in 65 nazioni, sia in quello del vino sfuso, esportato praticamente verso tutti i Paesi della Ue.
In grande evidenza i numeri del vino biologico di Terre Cevico. Il consorzio lughese ha puntato da tempo sul vino biologico con un incremento importante delle bottiglie vendute in Italia (3,6 milioni) e in 34 Paesi del mondo, dove il numero di bottiglie equivalenti è quasi quintuplicato; in pratica si è passati dai 5.620 ettolitri di vino bio confezionato in vari contenitori venduto nel 2017-18 ai 27.178 ettolitri dell’esercizio 2018/2019. Di rilievo la performance in Cina dove Terre Cevico è il primo esportatore di vino italiano bio su un mercato assai esigente in termini di certificazione. La linea vini Bipuntoio, la prima lanciata dal gruppo, è arrivata a quasi 4.500 ettolitri nel 2018-19, con un fatturato di quasi 2 milioni di euro. B.io valorizza i vitigni più tradizionali, contribuendo a mantenere la biodiversità e i paesaggi viticoli con piccole vigne inframmezzate a frutteti, oliveti, prati e terre seminate.
“Il modello cooperativo è l’elemento fondamentale di questa strategia imprenditoriale: al centro ci sono i soci produttori delle uve e dei vini che, proprio attraverso le dinamiche cooperative, sviluppano al meglio il rapporto mutualistico sia per quanto riguarda gli aspetti economici, sia per quelli di qualificazione produttiva. Il modello viene sviluppato e ampliato con nuove zone e nuovi vini, sempre aumentando la qualità e la sostenibilità della produzione”, dice il presidente Marco Nannetti.