Salute 10 Dec 2019 13:44 CET

alfasigma

Roma, 10 gen. (Adnkronos Salute) – Oggi in Italia circa 200.000 persone convivono con una cirrosi epatica. Con una serie di problemi che in gran parte vengono scaricati sulle famiglie. E un costo per le cure ospedaliere che – solo per l’encefalopatia epatica – oscilla tra 11mila e 14mila euro l’anno […]

Roma, 10 gen. (Adnkronos Salute) – Oggi in Italia circa 200.000 persone convivono con una cirrosi epatica. Con una serie di problemi che in gran parte vengono scaricati sulle famiglie. E un costo per le cure ospedaliere che – solo per l’encefalopatia epatica – oscilla tra 11mila e 14mila euro l’anno per paziente. ‘La realtà italiana della cirrosi epatica tra terapie e impatto socioeconomico’ è il tema del convegno organizzato da Motore Sanità, grazie al contributo non condizionato di Alfasigma, presso l’Istituto superiore di sanità oggi a Roma.
Sono ancora rare le realtà nelle quali questi pazienti vengono inseriti in programmi predefiniti, per offrire un’assistenza in grado di migliorare la qualità di vita dell’intero nucleo familiare, oltre che prevenire le complicanze, diminuire le ospedalizzazioni, prevenire l’epatocarcinoma, evitare il trapianto di fegato e aumentare l’aspettativa di vita. Insieme a quello della Asl 3 di Genova, il progetto della Rete epatologica Asl Napoli 1 rappresenta un caso virtuoso, presentato oggi al Convegno. “Il problema cirrosi epatica in Campania è particolarmente sentito”, ricorda Ernesto Claar, Rete epatologica Asl Napoli 1. “Si registrano ogni anno 1.800 decessi per cirrosi epatica ed epatocarcinoma. Per intercettare questa piaga, migliorare l’accesso alle cure e favorire la gestione da parte delle famiglie, in Campania abbiamo consolidato la creazione di una vera e propria rete di patologia per dare corpo ad una vera integrazione ospedale-territorio che sta dando i primi importanti risultati”.
Nell’azienda sanitaria locale Napoli 1 Centro, “abbiamo istituito la scuola per caregiver per pazienti epatopatici, condotta dagli stessi epatologi dell’azienda, che si fa carico di formare le persone che seguono i malati a casa dando loro informazioni utili, a metà tra il clinico e il sociale, per ridurre i ricoveri impropri per avere dei punti di riferimento certi e quindi migliorare di fatto la qualità assistenziale dei pazienti”, aggiunge.
La cirrosi è una patologia dall’alto impatto anche dal punto di vista dei costi (diretti ed indiretti) per il sistema sanitario. Le spese dirette, quali terapie mediche e chirurgiche, ospedalizzazioni, trapianto ed indirette, come perdita di giornate di lavoro, inabilità al lavoro, indennizzi, pensionamento precoce, “sono in crescita costante” per questo tipo di patologia e per le sue complicanze come l’encefalopatia epatica, ricordano gli esperti.
“Soltanto per l’encefalopatia epatica”, ha esemplificato Francesco Saverio Mennini, direttore Centro Hta del Ceis, Facoltá di Economia -Università di Roma Tor Vergata, “un nostro recente studio ha stimato una spesa media per paziente di oltre 11mila euro il primo anno e di circa 14mila euro l’anno soltanto di costi ospedalieri, nel secondo anno; oltre 200milioni/anno valorizzando tale risultato a livello nazionale”.
I pazienti con cirrosi epatica, rappresentati dall’associazione EpaC, aspettano che alla loro condizione venga data attenzione, anche attraverso programmi di presa in carico e adeguati corsi di formazione per i caregiver, come quelli già realizzati a Napoli e Genova, per contare su un contesto psico-sociale accogliente e una prospettiva di vita radicalmente diversa.