Ambiente 14 Nov 2019 14:39 CET

In Val di Sole la vacanza in montagna è plastic free

Roma, 14 nov. – (Adnkronos) – L’obiettivo è ambizioso, tanto che nessuno mai, né in Europa, né a livello mondiale, ci aveva ancora provato: liberare un intero comprensorio sciistico dalla plastica, fonte di inquinamento che danneggia gravemente sia l’ecosistema montano sia gli animali che ne fanno […]

Roma, 14 nov. – (Adnkronos) – L’obiettivo è ambizioso, tanto che nessuno mai, né in Europa, né a livello mondiale, ci aveva ancora provato: liberare un intero comprensorio sciistico dalla plastica, fonte di inquinamento che danneggia gravemente sia l’ecosistema montano sia gli animali che ne fanno parte. Ad avviare per primi nel continente l’impresa è la ski area Pejo 3000, nella trentina Val di Sole, incastonata all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio.
É proprio dalle analisi scientifiche su uno dei ghiacciai del Parco che è arrivata l’idea e la spinta ad agire: ad aprile, una ricerca dell’università Statale di Milano e di Milano Bicocca, aveva scoperto che il ghiacciaio dei Forni contiene tra i 131 e i 162 milioni di particelle di componenti plastici, un tasso equiparabile a quello dei mari europei. Poliestere, poliammide, polietilene. Una conseguenza sconcertante della presenza umana che ovviamente incide sui gioielli naturali di cui dispone l’arco alpino.
“Se le plastiche raggiungono le alte quote, vi rimangono per molto tempo, anche decenni e poi vengono restituite all’uomo sotto forma di danni ambientali e sanitari, entrando nella nostra catena alimentare” spiega Christian Casarotto, glaciologo del Museo delle Scienze Muse di Trento. “Le iniziative per contenere la diffusione delle plastiche sono quanto mai urgenti. Tutto l’arco alpino dovrebbe adottarle”.
I vertici dell’Azienda per il Turismo della Val di Sole hanno quindi deciso di passare all’azione e di spingere sull’acceleratore per concretizzare un’idea che coltivavano da tempo e che la nuova direttiva europea sulle plastiche approvata a giugno non ha fatto che confermare nella sua bontà: hanno così proposto agli operatori di Pejo3000 di fare della proprio ski area, che si sviluppa tra i 1400 e i 3000 metri di altitudine, la prima al mondo che metta al bando i materiali plastici.
“Ci siamo subito resi conto che il lavoro da fare era imponente – rivela Luciano Rizzi, presidente dell’Apt Val di Sole, Pejo e Rabbi – ma d’altro canto non volevamo più aspettare. L’economia locale si fonda sul turismo ma questo impone un’attenzione in più affinché le nostre risorse naturali non vengano depauperate. Sono loro il nostro tesoro e lo dobbiamo preservare per i nostri figli e nipoti. Siamo quindi orgogliosi di essere i primi al mondo a fare questo passo, sicuri che ben presto altri seguiranno”.
Ma come costruire un progetto che producesse davvero effetti concreti e non fosse l’ennesimo caso di greenwashing valido solo come fattore di marketing? “Per prima cosa – spiega Fabio Sacco, direttore generale dell’Apt – abbiamo chiesto a una società specializzata di realizzare un’indagine che potesse rappresentare lo strumento programmatico sia per la ski-area, sia per l’intera Val di Sole. In questo modo, abbiamo definito i contorni della strategia, gli obiettivi e le azioni da adottare per fare della sostenibilità la mission di sviluppo del nostro territorio”.
Dopo una fase di ascolto degli operatori della skiarea è stata firmata con loro una lettera d’intenti, che indichi precisamente le azioni da effettuare e le diverse tappe. “La stagione sciistica 2019-2020 sarà la prima in cui si applicheranno le novità. Non tutte, perché le cose da fare sono molte e alcune richiedono più tempo. Ma, fin da subito, il cambio sarà tangibile per tutti gli sciatori” aggiunge Simone Pegolotti, direttore Pejo Funivie.
Quando riapriranno le piste da sci, ad esempio, nei rifugi del comprensorio i clienti non troveranno più acqua e bibite in plastica, né stoviglie monouso né cannucce. Persino le bustine di ketchup e maionese spariranno (particolare da non sottovalutare: se ne consumano a migliaia, insieme ad hamburger, würstel e patatine fritte e spesso vengono disperse nell’ambiente). Accanto ai primi interventi, si stanno già pianificando altre iniziative, più complesse, che verranno man mano introdotte, per intervenire sulle tante potenziali fonti di provenienza delle microplastiche.
Allo stesso tempo nella ski area, nelle prossime settimane, saranno introdotti dei pannelli informativi che descriveranno il progetto Pejo Plastic Free e sensibilizzeranno gli sciatori per limitare l’uso di plastica a partire dai packaging e bottiglie di plastica e per invitare a riportare a valle i rifiuti, invece di disperderli in quota.