Cultura 5 Nov 2019 12:38 CET

Giusto licenziare il Ceo di McDonald’s. E l’amore proibito non c’entra niente

Secondo il codice etico, un superiore non può avere relazioni con i dipendenti. Ma non è un attacco al romanticismo, solo il principio che guida le aziende: il profitto

Vietato innamorasi. Di più: vietato anche solo piacersi, tra le mura dell’ufficio. La regola è scritta nella fraternization policy di McDonald’s e anche per il Ceo Steve Easterbrook, licenziato in tronco.

I romantici si sono indignati, ma la decisione non ha nulla a che fare con l’amore e tutto a che fare coi soldi. Giusto licenziare il Ceo di McDonald’s E l’amore proibito non c’entra niente

Vietato innamorarsi, anzi di più: vietato anche solo piacersi, tra le mura dell’ufficio. La regola è scritta nella fraternization policy di Mc-Donald’s ( e di molte altre aziende ed enti, esercito americano compreso), si sottoscrive al momento dell’assunzione e la sua violazione può essere motivo di licenziamento con giusta causa. Sia che tu sia il manager di uno sperduto McDonald’s in un’area di servizio di Los Angeles, sia che ti chiami Steve Easterbrook, di mestiere fai il Ceo dell’azienda e in quattro anni hai duplicato il valore delle sue azioni.

Lui, Steve, è ( era) il boss cinquantunenne, divorziato con tre figli. Lei una dipendente di cui non è stato divulgato il nome. I due hanno avuto una relazione «consensuale» – ha spiegato lui dopo che un’indagine interna ha accertato il rapporto – «ma che ha violato la politica aziendale». L’ammissione di colpa non ha fermato la scure: il board ha stabilito che il Ceo ha «dimostrato mancanza di giudizio» e lo ha licenziato in tronco. Eppure, obiettano i romantici, quanti amori sono nati tra le scrivanie? Quando si passano insieme dalle otto alle dieci ore al giorno è naturale che succeda. E come si permette il datore di lavoro di condizionare la sfera personale di un dipendente, cui già succhia la capacità produttiva? Semplicemente perchè può farlo secondo le leggi della maggior parte degli stati americani e gli viene consigliato da ogni bravo consulente del lavoro. E no: l’amore, l’etica e la libertà personale non c’entrano nulla. O meglio, soccombono davanti al principio che muove ogni azienda: la produttività che genera profitto.

La fraternization policy nasce con l’obiettivo di preservare la competitività interna e mettere al riparo da azioni legali per molestie sessuali. Per questo il fatto che la relazione di Easterbrook con la dipendente fosse consensuale non è rilevante. Quando la relazione funziona, può creare disagio agli altri dipendenti, che potrebbero sospettare trattamenti di favore, mentre il manager si potrebbe trovare in difficoltà nelle scelte interne per non dare l’impressione di fare favoritismi. Lo stesso succede quando la relazione smette di funzionare: il manager potrebbe decidere di licenziare l’ex partner, lei potrebbe impugnare il licenziamento sostenendo che sia giustificato da ragioni non professionali.

Non solo, la giurisprudenza americana continua ad interrogarsi se una relazione tra persone non di pari grado sul luogo di lavoro sia mai consensuale. Il fenomeno del # MeToo ha contribuito a far aumentare la psicosi: c’è mai reale consenso, se l’avance arriva da un superiore? Oppure il sì è sempre, in fondo, viziato dalla paura di avere contraccolpi sul lavoro?

Dunque, è il ragionamento dell’azienda, meglio eliminare ogni incognita e mettersi al riparo sia da ambienti di lavoro tossici che da potenziali azioni legali per abusi sessuali. Lo strumento è semplice: l’obbligo per i dipendenti di rispettare un codice etico che può essere più o meno stringente: alcuni vietano tutte le relazioni, altri solo quelle tra non pari grado, altri ancora impongono di renderle note non appena cominciano – la cui violazione può portare a richiami, note di demerito o, a discrezione del datore di lavoro, il licenziamento.

Nel caso di Steve Easterbrook, poi, i romantici perdono due volte. La prima, sotto il peso della fraternization policy che lo stesso Steve e l’amante anonima hanno sottoscritto e violato. La seconda, perchè la vera ragione del licenziamento potrebbe non essere nemmeno la relazione proibita. Sembra infatti che negli ultimi mesi il board fosse entrato in disaccordo col Ceo: lui voleva spingere ancora l’acceleratore sugli investimenti, loro erano preoccupati dei risultati non esaltanti rispetto ai concorrenti diretti Burger King e Kentucky Fried Chicken. Si sa, in ogni ufficio che si rispetti una relazione tra colleghi è il segreto di Pulcinella. Quindi, si maligna, quale miglior modo per liberarsi del manager se non con un’indagine interna che accerti la violazione del codice aziendale. Di nuovo, i sentimenti ( o anche meno, considerando che Easterbrook ha parlato della relazione con la collega come di «un errore» ) non c’entrano nulla.

Per fortuna, a differenza di quelle dell’amore ( dentro o fuori dall’ufficio) le regole del capitalismo sono semplici e per impararle basta recuperare dalla cineteca un film del 1987. Il protagonista si chiamava Gordon Gekko e spiegava che «è tutta una questione di soldi, il resto è conversazione». Ma anche che «se vuoi un amico, prenditi un cane».

 

 

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