Editoriale del Direttore 23 Oct 2019 10:59 CEST

Leadership e bisogni del Paese

Ciascuno dei partiti della maggioranza è impegnato a roteare le sue banderillas in attesa di infilzare il toro

“E allora il Pd?” è diventato “Altrimenti vince Salvini”: cambiamento lessicale ma la sostanza politica è la medesima. Squaderna la mentalità auto- assolutoria di chi invece di interrogarsi sulle problematicità e sulle motivazioni che le sottendono, preferisce scantonare e buttare la palla in tribuna.

Invece governare bisogna e se l’evocazione dell’avversario non basta, ancor meno sufficiente si dimostra piantare continuamente i paletti della visibilità subordinandoli allo sforzo di delineare un senso di marcia condiviso.

Vale per tutti: dal premier a singoli leader della maggioranza. Altrimenti parte l’eterogenesi dei fini. E quell’” allora il Pd?” muta e si trasforma diventando “Allora col Pd”. E l’evocazione del nemico non è più nebbioso armamentario propagandistico bensì si solidifica nella visione dei duecentomila di piazza San Giovanni: l’esercito che aspetta solo l’occasione per dare battaglia con la convinzione di vincerla. A partire già da domenica, strappando l’Umbria alla sempiterna guida regionale della sinistra.

Insomma anche solo per provare – poi di riuscirci davvero si vedrà – ad arrivare alla scadenza del mandato di Sergio Mattarella è necessario da un lato che la coalizione giallorossa, composita e giustapposta, che sorregge il Conte 2 trovi unitarietà sullo sbocco politico del 2022 condividendo non solo più le cartelline di un programma ma anche un progetto di Paese valido per il medio periodo; e dall’altro che venga definita in maniera unitaria una leadership in grado di competere con Matteo Salvini, ormai certo Conducator del centrodestra.

Le cose, al momento, sembrano andare in direzione ostinata e contraria, con ciascuno dei partiti della maggioranza impegnato a roteare le sue banderillas in attesa di infilzare il toro. Pur sapendo che risulterebbe esercizio autolesionistico al massimo grado. Intendiamoci. Anche il centrodestra salviniano sventola i suoi vessilli: solo che dall’opposizione è più facile e più indolore occultare eventuali errori od omissioni.

Il fatto è che il prezzo di tanta incertezza – melliflua nella sostanza; stentorea nei toni – lo pagano i cittadini. Ed è lecito chiedersi fino a quando saranno disposti a farlo.

 

 

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