Ambiente 15 Oct 2019 15:02 CEST

Energia, online nuovo numero newsletter Gme

Roma, 15 ott. (Adnkronos) – È online, scaricabile dal sito www.mercatoelettrico.org, il nuovo numero della newsletter del Gestore dei Mercati Energetici (Gme). La newsletter si apre con un intervento di Agata Gugliotta del Rie sul mancato accordo di transito tra Russia e Ucraina a poche settimane dall’arrivo […]

Roma, 15 ott. (Adnkronos) – È online, scaricabile dal sito www.mercatoelettrico.org, il nuovo numero della newsletter del Gestore dei Mercati Energetici (Gme). La newsletter si apre con un intervento di Agata Gugliotta del Rie sul mancato accordo di transito tra Russia e Ucraina a poche settimane dall’arrivo dell’inverno. L’ultimo faccia a faccia tra il vecchio Commissario Ue per l’Unione Energetica Maros Sefcovic e i Ministri dell’Energia ucraino Oleksiy Orzhel e russo Alexander Novak è andato in scena lo scorso 19 settembre ma si è concluso con un nulla di fatto.
“Le trattative, che vanno avanti da aprile 2018, riprenderanno a fine ottobre, mentre nel frattempo proseguiranno contatti a livello tecnico. La speranza è di giungere ad un accordo prima del 31 dicembre, data di scadenza del contratto in essere stipulato nel 2009, o ancora più auspicabilmente entro il 1 dicembre così da poter prenotare la capacità per il prossimo anno”, ha evidenziato l’analista del Rie.
Quel che sembra un comune contratto per il transito del gas da un paese verso un altro, però, in realtà “cela una difficile e prolungata diatriba tra due stati, la Russia e un paese ex satellite, l’Ucraina, o anche tra il colosso russo Gazprom e l’ucraino Naftogaz, al centro insomma di interessi economici rilevanti. E, come se non bastasse, esula dai confini di questi due paesi, con dirette implicazioni per la sicurezza energetica dell’Europa”, ha spiegato Gugliotta.
Per la Russia, “l’Ucraina rappresenta attualmente, il più importante paese di transito del gas: nel 2018 oltre il 40% (circa 87 mld mc) del metano russo esportato è passato attraverso l’ex repubblica sovietica” e “bypassare Kiev attraverso rotte alternative non è al momento una soluzione percorribile, dato che i gasdotti a Nord (il Nord Stream 2 con capacità di 55 mld mc) e a Sud (il Turkish Stream con capacità 15,75 mld mc) non sono stati ancora ultimati”, ha sottolineato la ricercatrice del Rie.
Per l’Ucraina, “sarebbe economicamente molto svantaggioso fare a meno del transito del gas russo, dal momento che gli introiti garantiscono il 3% del pil e il 4,5% di tutte le esportazioni del paese”. Infine, per l’Europa, “principale destinazione del gas russo, un eventuale blocco delle forniture – ha aggiunto – potrebbe avere delle conseguenze per nulla marginali. Secondo gli ultimi dati rilasciati da Gazprom, cumulativamente nel 2018 il Vecchio Continente (con l’esclusione dei paesi che prima facevano parte dell’ex Unione Sovietica) ha acquistato dal colosso russo 200,8 mld mc (+4% rispetto al 2017), pari a circa il 43% del suo consumo di gas, di cui, come già rilevato, circa 87 passati attraverso i gasdotti ucraini”.
Tuttavia, “nonostante l’ottimismo del rappresentante Ue, la situazione rimane difficile e delicata e su alcuni punti importanti – volumi, tariffe, durata – le posizioni non potrebbero essere più diverse”, ha precisato Gugliotta. In vista del 31 dicembre, quindi, quali scenari si profilano? “Ragioni politiche, interessi economici, ingerenze esterne (in primis Stati Uniti), evoluzione della domanda di gas in Europa, timeline del Nord Stream 2 e del Turkish Stream, sono solo alcune delle variabili che combinate potrebbero determinare esiti diversi”.
Tuttavia, “tra le diverse possibilità, si possono individuare tre principali scenari: Firma dell’accordo e mantenimento dello status quo; Nessun accordo e cessazione del transito di gas russo dall’Ucraina; Scenario intermedio con un accordo di breve periodo”, ha pronosticato Gugliotta secondo cui, “per rispondere a domande su un esito positivo o meno dell’intesa, durata e caratteristiche occorrerà aspettare”. La speranza, ha concluso la ricercatrice del Rie, “è che di questa guerra che si combatte attraverso i flussi energetici e che esula dalla geopolitica degli spazi si possano limitare i danni, perché il 1° gennaio 2020 è alle porte e, come in una famosa raccolta di George Martin, ‘the winter is coming'”.
All’interno del nuovo numero sono pubblicati, inoltre, i consueti commenti tecnici, relativi i mercati e le borse elettriche ed ambientali nazionali ed europee, la sezione dedicata all’analisi degli andamenti del mercato del gas italiano e la sezione di analisi sugli andamenti in Europa, che approfondisce le tendenze sui principali mercati europei delle commodities.
La nuova pubblicazione Gme riporta, inoltre, come ormai è consuetudine, i dati di sintesi del mercato elettrico per il mese di settembre 2019.