Cronaca 9 Oct 2019 19:07 CEST

M5S: responso sfida capigruppo in serata, verso fumata nera

Roma, 9 ott. (AdnKronos) – Si va verso la fumata nera, perché, per essere eletti, serve la maggioranza assoluta dei componenti dei gruppi, quindi ben 109 voti alla Camera e 54 al Senato. La sfida per la scelta dei nuovi capigruppo M5S a Montecitorio e Palazzo Madama è in corso: alla Camera le votazioni […]

Roma, 9 ott. (AdnKronos) – Si va verso la fumata nera, perché, per essere eletti, serve la maggioranza assoluta dei componenti dei gruppi, quindi ben 109 voti alla Camera e 54 al Senato. La sfida per la scelta dei nuovi capigruppo M5S a Montecitorio e Palazzo Madama è in corso: alla Camera le votazioni sono state chiuse alle 18.45, mentre lo spoglio delle schede inizierà mezz’ora dopo il termine dei lavori dell’Aula e dovrebbe essere piuttosto rapido; al Senato -dove la partita è sicuramente più delicata per gli equilibri interni al M5S- si vota fino alle 20 e subito dopo si darà inizio allo spoglio
Se venisse confermata la fumata nera, sarà necessario una nuova votazione con un ballottaggio tra i due parlamentari più votati, oggi chiamati a succedere a Francesco D’Uva, eletto questore a Montecitorio, e a Stefano Patuanelli, diventato ministro dello Sviluppo economico. La procedura per l’elezione dei nuovi presidenti è stata avviata ieri sera con le rispettive assemblee di gruppo per la presentazione ufficiale delle candidature, riunioni disertate da molti raccontano alcuni presenti. Alla Camera i candidati sono Anna Macina, Francesco Silvestri e Raffaele Trano, mentre al Senato la sfida è tra Danilo Toninelli, Gianluca Perilli, Stefano Lucidi e Marco Pellegrini.
Si tratta di due partite considerate cruciali in una fase delicatissima per gli equilibri M5S, equilibri provati dall’anno di governo con la Lega e dall’alleanza, mal digerita da molti, con i dem. Alla Camera i vertici guardano con favore a Macina, mentre mostrano dubbi su Silvestri, al quale viene rimproverato la presenza, in squadra, di Riccardo Ricciardi, considerato una voce critica seppur dialogante. Trano viene considerato l”outsider’ che difficilmente entrerà in partita. Al Senato la situazione è ancor più complessa e potrebbe accadere di tutto.