Politica 21 Jul 2019 19:03 CEST

Fontana e Zaia contro Conte: «Se si continua con una farsa non firmiamo»

Dura lettera dei governatori di Lombardia e Veneto al premier

«Se si continua con una farsa non firmiamo». A dirlo sono i presidenti delle Regioni Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia. L’argomento è sempre quello: l’Autonomia differenziata.

Non si placa, dunque, la polemica tra i governatori leghisti e il premier Giuseppe Conte, al quale i due hanno scritto una lettera. «Signor Presidente, arrivi al più presto a trovare una intesa coi ministri, formuli una bozza di intesa seria da proporci, quindi con altrettanta velocità saremo in grado di replicare in modo costruttivo – affermano i due – Al Presidente del Consiglio deve essere però chiaro che noi non firmeremo un accordo senza qualità come quello per ora che si sta profilando. Lei si assumerà la responsabilità quindi di aver negato quanto è stato chiesto da referendum, da milioni di elettori veneti e lombardi, da risoluzioni dei consigli regionali approvati all’unanimità».

 

❌❌❌ #AUTONOMIA, la lettera aperta al premier Giuseppe Conte da parte dei governatori della Lombardia Attilio Fontana e…

Gepostet von Attilio Fontana am Sonntag, 21. Juli 2019

 

I due ribadiscono però la volontà di mantenere fede all’impegno assunto con i cittadini delle due regioni. «Presidente Conte, Lei ha l’opportunità di scrivere una pagina di storia di questa Repubblica. Se non la scriverà Lei, lo farà qualcun altro. Perché la spinta verso l’autonomia e verso la responsabilità nei confronti dei cittadini è ormai inarrestabile».

Si dicono, dunque, aperti al dialogo e pronti a cambiare opinione nel caso in cui il testo delle intese risponderà alle esigenze «della vita vera che abbiamo provato a descrivere. Ma – sottolineano – se si continua con una farsa, come accaduto finora, è evidente che non firmeremo nulla».

Nessun attentato all’unità nazionale, giurano, nessuna secessione. «Lei sa bene quanti e quali Ministri si sono impegnati in questa irresponsabile gara a spararla più grossa. Vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai».

Una lettera dura, quindi, con la quale i due governatori si dicono profondamente feriti dall’esternazioni del premier. Fontana e Zaia ribadiscono di non chiedere più risorse, «ma semplicemente la possibilità di spendere in autonomia quelle che ci sono già assegnate».

 

 

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