Analisi 8 Jun 2019 11:37 CEST

Il destino ornitologico del premier: cigno zoppo ovvero anatra nera

Le perdite elettorali e le sconfitte referendarie indeboliscono, ma peggio fanno i programmi divergenti

Bisogna lavorare giorno e notte, come dice il Ministro ai Ponti caduti, ai Cantieri Bloccati e alle Colpe Altrui. Il Governo del Cambiamento impone al cronista di rinnovare di continuo la propria cassetta degli attrezzi per descrivere quello che accade.

Faccio degli esempi di ambito ornitologico. Si usava la locuzione “cigno nero” per definire un avvenimento unico, al limite dell’incredibile, dato che i cigni conosciuti sono bianchi. Allora se si forma un governo composto dal partito degli ecologisti selvaggi, degli appassionati della decrescita a ogni costo, dei nostalgici degli interventi pubblici, dell’allargamento del sostegno statale per tutti a ogni costo, dei tifosi di una magistratura determinata, quando non del tutto manettari, dei sostenitori della non professionalità politica, dei nemici giurati degli immigrati e dei pieni d’odio per la Tav e da quello più antico d’Italia, fiducioso nel mercato, desideroso di commerci e di trasporti, sospettoso di ogni ingerenza statale, convinto che troppi lacci giuridici e giudiziari vincolino l’attività degli amministratori pubblici, radicato nel Nord Italia, nemico giurato degli immigrati, sostenitore di una tassazione più leggera e più flat, subito si dice “ecco un cigno nero, qualcosa di mai visto, chissà per quanto riuscirà a durare?”.

Che l’ostilità per gli immigrati tenga su tutta la baracca risulta difficile, provoca ogni giorno “ohohoh!” di meraviglia fra il pubblico pagante, a suon di crescita dello spread e di paralisi dell’apparato pubblico, sempre più rapito dallo spettacolo e stupefatto per l’abilità degli artisti nel proporre un numero davvero unico. L’ “anatra zoppa” è una seconda figura retorico- ornitologica del giornalismo politico.

Nasce in terra anglosassone e si applica di preferenza al presidente degli Stati Uniti quando non dispone della maggioranza al Congresso, da noi è stata applicata al Presidente della Repubblica negli ultimi sei mesi del mandato, quando rimane privo della diritto di sciogliere le Camere, per divenire infine la definizione sintetica per definire un governante che si trova in gravi difficoltà a causa di un avvenimento elettorale o giudiziario che ne ha ridotto quasi del tutto la credibilità.

Buon esempio di anatra zoppa è il Renzi successivo alla sconfitta referendaria, che nonostante gli sforzi di mantenersi al potere nel partito aveva perso il suo appeal e la sua autorevolezza. Berlusconi fu azzoppato dalla magistratura, il secondo Prodi dal risultato elettorale troppo risicato. La più circostanziata anatra zoppa italiana è stata Vincenzo Ciampi, eletto nel 2018sindaco di Avellino per il M5S con il 60% dei voti al ballottaggio e prontamente sfiduciato da un consiglio comunale a maggioranza di centro sinistra.

Alle elezioni ripetute quest’anno sono arrivati al ballottaggio Luca Cipriano del centrosinistra e Gianluca Festa dei Verdi.

Sarebbe un po’ la situazione di Giuseppe Conte, nominato Presidente del Consiglio sulla spinta del 32 e passa per cento ottenuto dal M5S nel 2018 e ora costretto a dichiarare la propria equidistanza, e forse disponibile ad andare anche più in là pur di rimanere in sella, rispetto al partner di governo ingrossato oltre misura alle lezioni politiche.

Purtroppo il commentatore avveduto aveva già attribuito la valutazione ornitologica di cigno nero al governo Conte.

Adesso occorre decidere: siamo in presenza di un cigno azzoppato o di un’anatra nera?

 

 

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