Il Cosrivo 14 May 2019 17:49 CEST

Se lo striscione non è biodegradabile turba il comizio

“Non sei il benvenuto” hanno scritto ieri su un altro striscione due ragazzacci bergamaschi di Brembate. E i vigili del fuoco, comandati dalla Questura, sono accorsi con la gru per staccare il manufatto

Nell’attesa che inventino lo striscione che si leva da solo o biodegradabile, per non scomodare le gru dei pompieri o le volanti della Digos, deputate a spegnere ben altri falò o indaffarate ad arrestare migranti e stranieri in libertà provvisoria, urge una riflessione sull’articolo 21 della Costituzione che garantirebbe la libera manifestazione del proprio pensiero scritto o orale.

Con delle eccezioni, però, che i costituenti, privi di palle di vetro, non riuscirono ad inserire, inventando un 21 bis, nelle norme transitorie e finali alla fine del 1946. D’altronde Pino Daniele non aveva ancora cantato “… questa lega è una vergogna/ noi crediamo alla cicogna/ e corriamo da mammà”, e ’ O Scarrafone non si era ancora reincarnato, secondo i piddini, in Matteo Salvini.

In attesa di capire se mammà fosse Renzi o sia Zingaretti, l’opposizione lavora solo dal basso, nelle strade e nelle piazze, perché in Parlamento non c’è spazio, leghisti e cinquestelle occupano tutti i ruoli. “Non sei il benvenuto” hanno scritto ieri su un altro striscione due ragazzacci bergamaschi di Brembate senza indicare se questo motivetto avesse pagato i diritti Siae. Non risultando un compositore, i vigili del fuoco, comandati dalla Questura, sono accorsi con la gru per staccare il manufatto: avrebbe potuto infiammare il comizio del ministro dell’Interno, che, notoriamente, è un moderato. Il sindaco Giorgio Gori, ex direttore Mediaset poi renziano doc, s’è indignato ed ha preteso spiegazioni.

Salvini è stato chiaro: «Non ne so niente, basta che non ci siano problemi di ordine pubblico…». La polizia ipotizza il reato di “turbativa elettorale” che non interviene quando ti butti in terra per baciare le mani a Matteo ma se a Salerno ti fai un selfie e gli domandi: «Non siamo più terroni?», oppure «i 49 milioni che fine hanno fatto?». Allora Salvini si turba e la Digos pure. Adesso non resta che aspettare dopodomani il “21 bis” a Campobasso, dove hanno organizzato «balconi di protesta», scritte tipo «Campobasso non si lega», e via dicendo. Pare che un buon numero di vigili del fuoco voglia marcare visita. Di balcone ce n’è uno solo.

 

 

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