Politica 11 Oct 2018 14:24 CEST

Il ridicolo accanimento su Bossi

LA POLEMICA

Come si fa, come si può, in questo caso, non esprimere solidarietà, piena e incondizionata con l’ex leader della Lega Umberto Bossi? Ha dovuto chiedere, per evitare il carcere, l’affidamento in prova ai servizi sociali. La richiesta arriva dopo il NO del ricorso che Bossi ha presentato in Cassazione, per l’accusa di vilipendio nei confronti del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ora nessuno mette in discussione che l’onorabilità e il prestigio sia della figura del presidente della Repubblica, sia della persona Giorgio Napolitano, devono essere salvaguardati e tutelati. Però per non scadere nel ridicolo, opportuno sarebbe preservare anche il senso delle proporzioni. I fatti risalgono al 2011: durante un comizio a Bergamo Bossi definisce Napolitano ‘ terùn’, “terrone”. Scatta la denuncia, scattano le condanne, una dietro l’altra. La sentenza di appello prevede una condanna a 18 mesi di carcere; la Cassazio- ne conferma; la condanna diventa dunque definitiva.

Ora sfido chiunque a sostenere che valeva la pena impiegare ben tre corti di giustizia ( e tutto quello che ne consegue) per la draconiana condanna che e’ stata emessa: colpevole di ‘ terùn’.

Possibile che nessuno si sia messo almeno a sorridere, di fronte alla richiesta di 18 mesi di carcere per questa tremenda offesa? Possibile che nessuno si sia stato sfiorato dal dubbio che tutta la vicenda sia, alla fine, ridicola: per l’entità della pena, per il tempo e il denaro sprecato? Possibile che il presidente Napolitano non abbia sussurrato: “Per favore, occupatevi di cose più serie, urgenti e importanti? ”. Possibile che si debba davvero assistere alla sceneggiata di un Bossi affidato ai servizi sociali ( già, ma la stessa cosa è già accaduta: a Silvio Berlusconi). Possibile che non si potesse risolvere tutto magari con una multa?

Bossi sa certamente sbagliare da solo senza necessità del consiglio di nessuno; peccato, però, che non abbia deciso di fare come Giovannino Guareschi, o come avrebbe fatto Marco Pannella: mi volete in prigione? Ecco, sono qua, e vediamo che cosa accade… Sembrano cronache “marziane”: sono invece le cronache di un paese che ha quasi sessantamila detenuti stipati nelle carceri, che sono quello che sono; con ventimila detenuti in attesa di processo; e sappiamo che almeno la metà di loro sara’ riconosciuta innocente ed estranea ai fatti contestati.

Vero è che che in questo paese le cronache “marziane abbondano, e ci ci si abitua alle vicende più incredibili: dall’anziana pensionata multata per un po’ d’acqua sul marciapiede, alla signora che viene multata perchè salva un cane che poteva essere vittima di un’automobile. E dunque ci può stare anche un Bossi condannato e affidato ai servizi sociali per reato di ‘ terùn’. Prudentemente ci si astiene da commenti. Si dice solo che scrivendo queste note ci si è messi a ridere e a piangere insieme.

 

 

Notizie correlate