Salute 20 Sep 2017 12:46 CEST

Sanità: spesa informatica in calo del 10% nel 2018, a rischio servizi

La ricerca dell’Osservatorio Netics presentata alla III edizione del forum S@lute di Roma

Roma, 20 set. (AdnKronos Salute) – La spesa della sanità pubblica per beni e servizi informatici nel 2018 è prevista in calo del 10%, con un rischio di ricaduta sui servizi essenziali per i pazienti. E’ quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Netics dedicata al tema dei costi e della spesa necessaria a sostenere il funzionamento e lo sviluppo delle infrastrutture informatiche di Asl e ospedali.
La ricerca è stata presentata oggi alla terza edizione di S@lute, il Forum dell’Innovazione per la salute che si tiene al Centro congressi Roma eventi. Promosso da Fpa e Allea, con il supporto di Paolo Colli Franzone nel ruolo di advisor Ict e il patrocinio del ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, la manifestazione (che si conclude domani) “svilupperà un racconto inedito della filiera della salute lungo le direttrici tematiche della ricerca, della digitalizzazione e del welfare”.
Nel 2016 – sottolinea l’Osservatorio Netics – la cifra spesa dalla sanità pubblica per beni e servizi informatici ammontava a 1.040 milioni di euro (+9% rispetto al 2017).
Le ragioni del calo di investimenti – spiega Netics – risiedono nella scelta delle Regioni di centralizzare la spesa informatica e nell’incertezza del quadro normativo.
Sulla base di quanto previsto dal Piano per l’informatica pubblica (i cui tempi di attuazione, ricorda Netics, non sono ancora definiti), sono stati stimati in 160 milioni di euro i tagli che Regioni, Asl e ospedali dovranno realizzare sulla spesa informatica. Il 46% dei responsabili It delle aziende sanitarie e ospedaliere italiane (survey Netics su 450 responsabili informatici, medici e infermieri) ha dichiarato che tale riduzione della spesa corrente implicherebbe un taglio significativo a servizi necessari al cittadino.