Editoriali 27 Mar 2018 09:40 CEST

Il caso Caridi e quei senatori senza coscienza

Il Parlamento diede l’ok all’arresto del senatore, ora si scopre che non c’è uno straccio di indizio

Antonio Caridi è stato scarcerato. Il tribunale della libertà ha accertato che non è né il capo della mafia, né uno dei capi ( come era stato ipotizzato al momento della prima richiesta di arresto) e neppure un docile strumento della cosiddetta “Cupola grigia” ( come fu ipotizzato in un secondo tempo, visto che l’ipotesi che fosse il boss dei boss appariva un po’ comica). Il tribunale della libertà ha preso questa decisione dopo che la Cassazione, per ben due volte di seguito, gli aveva fatto notare che, lette e rilette le carte, non era saltato fuori neppure un indizio piccolo piccolo che suffragasse l’ipotesi di Caridi mafioso. Avendo accettato l’ipotesi della Cassazione che l’accusa non reggeva, il tribunale ha deciso di scarcerare Caridi e di accontentarsi di un’accusa più modesta: concorso esterno. Come sta la coscienza di quei senatori che hanno fatto arrestare Caridi?

Diciamo che il capo della mafia comunque non faceva parte della mafia… E così ha potuto scarcerarlo. E scarcerandolo ha ammesso che Antonio Caridi, senatore della Repubblica fino a una settimana fa ( e ora non più perché la sua condizione di detenuto gli ha impedito, di fatto, di presentarsi a nuove elezioni) è stato tenuto in prigione ingiustamente per venti mesi.

Se adesso parlo di sopruso, di grandissima ingiustizia, di persecuzione, qualcuno mi dirà che cerco sempre lo spunto polemico? E cioè mi farà capire che in fondo tenere in prigione un senatore per venti mesi, senza avere un indizio in mano, sulla base di una accusa palesemente cervellotica ( come questo giornale, solo soletto, sostiene esattamente da 20 mesi) non è una cosa scandalosa, fa parte della routine di una giustizia perfettibile ma comunque funzionante? Penso che qualcuno me lo dirà. E mi dirà che se Caridi non è più accusato di associazione mafiosa, comunque è accusato di concorso esterno, che è un reato grave. Già, infatti questa sentenza del tribunale della libertà – che giunge con un ritardo mostruoso e in nessun modo giustificabile visto che circa un anno fa la Cassazione dichiarò incomprensibile l’arresto di Caridi – sembra piuttosto ipocrita. Di fronte all’evidenza dei fatti, messa sul tavolo dalla Corte di Cassazione ( e cioè l’assenza di indizi di colpevolezza) il tribunale della libertà, per non sbugiardare in modo clamoroso la Procura, ha deciso di derubricare l’accusa. Come dire: vabbé, non ci sono indizi di nessun tipo sui rapporti di Caridi con la “Cupola”, né su iniziative parlamentari che lui ha preso a favore della “Cupola”, né su favori che le ha fatto, né tantomeno su favori che ha ricevuto, e quindi, evidentemente non è mafioso; però, almeno un po’ di concorso esterno può restare in piedi… Sarebbe come se di fronte all’evidenza che il tal dei tali non ha commesso un omicidio, si dicesse: beh, però almeno lo avrà ferito… Lasciamo stare questo capitolo, sul quale la Cassazione dovrà pronunciarsi per la terza volta ( poi dicono che la macchina della giustizia si intasa…). Restiamo ai fatti di oggi. Possiamo tranquillamente affermare tre cose.

La prima è che la Procura ha fatto arrestare una persona senza indizi. E che questa persona era un senatore. E che è abbastanza probabile che la Procura lo abbia fatto arrestare proprio perché era un senatore.

La seconda è che il Senato della Repubblica, di fronte a una richiesta di arresto senza indizi, non si è domandato il perchè ma ha piegato la testa dinnanzi al volere dei giudici. Su che base la maggioranza dei senatori ha deciso che c’erano indizi sufficienti per dare il via libero alla carcerazione del loro collega? C’è uno solo dei senatori che 20 mesi fa votarono per l’arresto e sostennero che gli indizi erano sufficienti, che oggi saprebbe elencarmi quali erano questi indizi sufficienti? Cosa provano ora i senatori che mandano in carcere il senatore Caridi, e provocarono i venti mesi di detenzione, cosa provano di fronte alla notizia che fu un errore?

La terza cosa chiarissima è che i giornali e le Tv e i talk show e la rete e tutto quanto vi piace definire con il termine “informazione”, tutto questo “circo” è del tutto inutile quando si parla di giustizia. Perché quando si parla di giustizia i giornali dicono una sola cosa: evviva il Pm. Non c’è stato un giornale ( salvo il nostro) che in questi mesi si sia occupato del caso- Caridi, non c’è stato un singolo giornale o una singola Tv che abbia sollevato il problema della assenza di indizi contro di lui e della follia della concessione, da parte del senato, del mandato di arresto.

Qualcuno sarà chiamato a rispondere di questo atteggiamento arrogante e immorale? Da parte dell’informazione, da parte di moltissimi senatori, da parte di alcuni magistrati? Beh, di tutte le domande che ho posto, quest’ultima è l’unica alla quale ho una risposta sicura: no, nessuno.