Cronaca 14 Mar 2019 17:09 CET

Pfizer: “Progetto ‘Sano chi sa’ investe sui giovani”

Roma, 14 mar. – (AdnKronos) (di Giselda Curzi) – “L’obiettivo della Fondazione Pfizer è supportare e collaborare con enti ed istituzioni per progetti che investano su temi di salute, in particolare informazione e prevenzione. Questo progetto, ‘Sano chi sa’, è un ottimo esempio di collaborazione tra […]

Roma, 14 mar. – (AdnKronos) (di Giselda Curzi) – “L’obiettivo della Fondazione Pfizer è supportare e collaborare con enti ed istituzioni per progetti che investano su temi di salute, in particolare informazione e prevenzione. Questo progetto, ‘Sano chi sa’, è un ottimo esempio di collaborazione tra privato e pubblico ed ha investito una parte importante della popolazione che sono i giovani, anzi giovanissimi”. Lo ha detto all’Adnkronos Barbara Capaccetti, presidente della Fondazione Pfizer a margine della conferenza stampa della presentazione del progetto ‘Sano chi Sa’, promosso dalla Fondazione insieme alla Regine Lazio e rivolto agli studenti delle scuole medie. La Fondazione Pfizer, costituita nel febbraio 2002, è un’entità indipendente e autonoma, capace di contribuire alla crescita della cultura e della conoscenza scientifica in Italia.
“Studenti di scuole medie, quindi tra gli 11 e 13 anni che devono comprendere come un corretto stile di vita, di alimentazione, di attività fisica, insomma uno stile di vita sano possa evitare patologie gravi in futuro come diabete, obesità o malattie cardiovascolari: prime cause di morte. – ha aggiunto Capacetti – Un metodo che eviterebbe al Sistema sanitario nazionale spese importanti. Abbiamo coinvolto 120 istituti nel Lazio, 17mila studenti e vogliamo raggiungere il maggior numero di scuole: la capillarità è cruciale e crediamo molto in questo progetto. Il messaggio fondamentale è informare e prevenire e questo progetto Sano chi Sa è il mezzo ideale per veicolare questo messaggio.
“Questo non è l’unico progetto della Fondazione Pfizer l’anno scorso abbiamo avviato un altro progetto: ‘Salute senza frontiere’ indirizzato agli immigrati in difficoltà nel curarsi. Abbiamo creato degli opuscoli e distribuiti in particolare nell’Asl di Latina per informare gli immigrati su come accedere ai medici di base, su come rapportarsi con il medico e seguire le sue cure. – ha concluso Capaccetti – Lo abbiamo stampati in cinque lingue, anche indiano e rumeno, ed è stato registrato un numero decisamente inferiore di accessi ai pronto soccorso”.