Cronaca 21 Feb 2019 22:47 CET

Reddito e quota 100 da lunedì in Senato

Roma, 21 feb. (AdnKronos) – Via libera della commissione Lavoro del Senato al decreto legge Rdc e quota 100, con mandato ai relatori. Il provvedimento da lunedì sarà all’esame dell’aula di palazzo Madama. Dopo una partenza rinviata più volte, a causa del voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti […]

Roma, 21 feb. (AdnKronos) – Via libera della commissione Lavoro del Senato al decreto legge Rdc e quota 100, con mandato ai relatori. Il provvedimento da lunedì sarà all’esame dell’aula di palazzo Madama. Dopo una partenza rinviata più volte, a causa del voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti del vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, sul caso Diciotti, i lavori hanno subito un’accelerazione. Poche le modifiche approvate, che non cambiano il provvedimento nella sostanza. Merito anche della decisione del governo, di rinviare alla Camera le modifiche sui capitoli che dividono la Lega e il Movimento 5 stelle. Forse anche per questa ragione, delle circa 70 proposte di modifica presentate dalla maggioranza oltre la metà sono state ritirate.
Sarà quindi a palazzo Montecitorio, nel corso della seconda lettura, che dovranno essere affrontati i temi più delicati. A confermare l’intenzione di sciogliere i nodi nel passaggio parlamentare alla Camera è il sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Cominardi, che nel corso dell’esame degli ultimi emendamenti ha annunciato che gli argomenti rimasti in sospeso saranno raccolti in ”un pacchetto del governo”.
LE NOVITA’ – Tra le modifiche approvate che interessano il reddito di cittadinanza: la stretta sugli immigrati, che dovranno munirsi di certificati del paese d’origine tradotti in italiano; più controlli per separati o divorziati dopo 1 settembre 2018; esclusione dei condannati per diversi reati, che vanno dal terrorismo alle truffe; maxi sanzione per i datori di lavoro che assumono persone in nero beneficiarie del reddito.
Mentre sul fronte pensioni arriva lo stop all’assegno per i latitanti ed evasi. Per gli statali viene estesa la possibilità di chiedere l’anticipo del tfs a tutti coloro che attendono di ricevere la liquidazione (e non solo per quota 100). Per ”contenere gli oneri a carico delle finanze pubbliche”, invece, l’erogazione del trattamento di fine servizio potrà essere incassato solo dopo tre mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Infine arriva il super punteggio, per le assunzioni precari scuola attraverso le graduatorie di merito.