Cronaca 12 Feb 2019 07:19 CET

Sicilia: Calabrò (Fisascat), senza stipendio lavoratori società distribuzione Cambria

Palermo, 12 feb. (AdnKronos) – “La società Distribuzione Cambria che opera nel settore alimentare con marchio Spaccio Alimentare in Sicilia e Calabria versa da mesi in stato di difficoltà, accumulando debiti insostenibili tanto da andare in concordato in bianco per scongiurare il fallimento. Intanto […]

Palermo, 12 feb. (AdnKronos) – “La società Distribuzione Cambria che opera nel settore alimentare con marchio Spaccio Alimentare in Sicilia e Calabria versa da mesi in stato di difficoltà, accumulando debiti insostenibili tanto da andare in concordato in bianco per scongiurare il fallimento. Intanto possibili cessioni a Società interessate all’acquisto dei punti vendita ritardano a concretizzarsi e i sindacati chiedono che qualsiasi trattativa venga portato ad un tavolo di confronto a tutela di tutti i lavoratori coinvolti”. E’ la denuncia di Fisascat Cisl Sicilia.
“Fino ad oggi la Società non ha risposto positivamente al confronto – afferma Mimma Calabrò, Segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia – e a pagarne le conseguenze sono sempre i lavoratori che non percepiscono stipendio ormai da diversi mesi”. “I lavoratori stanno vivendo una situazione inaccettabile. Si ritrovano, infatti, a non essere più in grado di provvedere ai fabbisogni quotidiani delle loro famiglie ma comunque, con grande abnegazione e senso di responsabilità, si sono sempre recati sul posto di lavoro”, continua la Calabrò – “Di fronte a vaghe comunicazioni aziendali con le quali viene aggiunta incertezza su altra incertezza, i lavoratori di Palermo hanno deciso di incrociare le braccia”.
“Non possiamo più accettare il modo di agire dell’azienda nei confronti dei propri dipendenti – continua la Sindacalista – Ma, ancor più, deploriamo la scelta aziendale, giuntaci qualche ora fa, di non presenziare all’importante incontro di domani presso il Ministero dell’Economia, luogo in cui si sarebbe potuto e dovuto attuare un confronto costruttivo con i vertici Ministeriali e le Organizzazioni Sindacali Nazionali”. “Un democratico segno di protesta nonché un diritto sindacale non può divenire l’alibi per non presenziare ad un importante tavolo di confronto, quale è il Mise. I lavoratori, ormai da mesi, sono preoccupati per il proprio futuro – conclude la Calabrò – adesso ci auguriamo che il buon senso prevalga e si ritorni al confronto con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali”.