Giustizia 1 Feb 2019 08:14 CET

Resto convinto che Salvini non debba essere processato

IL COMMENTO

Abbiamo  ricevuto diverse lettere, soprattutto di avvocati, che dissentono dalla posizione che ho espresso varie volte sul caso Diciotti, contraria all’autorizzazione del Senato a processare Salvini. Ne pubblichiamo alcune con una mia risposta.

Resto della mia idea. E cioè dell’idea che Matteo Salvini non debba essere processato. Perché le sue scelte in occasione della vicenda “Diciotti” ( che io ritengo scelte sciagurate) erano scelte politiche, assolutamente politiche, e contro le scelte politiche si può ( e io aggiungo: si deve) fare battaglia politica ma non battaglia “giudiziaria”. Io penso che la battaglia giudiziaria sia sempre illegittima ma, purtroppo, sia sempre più frequente. Gran parte delle battaglie politiche, i partiti e i vari leader, le conducono proteggendosi dietro le spalle dei magistrati.

Oltretutto i reati che vengono contestati al ministro dell’Interno sono di una gravità inaudita: sequestro di persona, addirittura, e poi arresto illegale e abuso d’ufficio. Il primo reato prevede una pena dai 3 ai 15 anni ( visto che nella nave c’erano anche minorenni), il secondo una pena fino a 3 anni, il terzo una pena da 1 a 4 anni, salvo aggravanti. Diciamo che se fosse condannato, Salvini, potrebbe ricevere, se gli va molto bene, una pena di circa 5 anni, se gli va male anche di 15. Più la decadenza dalla funzione di ministro e di senatore sin dal primo grado per via della Severino. A voi sembra una cosa ragionevole?

Claudio Salemme ci parla di quella scritta ( che trovo molto bella e angosciosa) che era stata tracciata da qualcuno sul muro di Rebibbia: «Nessuna legge ci renderà uguali». Credo che sia una scritta che descrive una assoluta verità. La lotta alle disuguaglianze – mi pare questo il senso della scritta – non la si fa con il codice penale. Né con le manette, né con il populismo penale. La lotta contro le diseguaglianze è una lotta politica, e se oggi è molto meno potente di qualche anno fa è proprio perché la politica è stata depotenziata, ha perso il suo ruolo, la sua autonomia, persino la sua dignità. La pretesa di sostituire l’uguaglianza sociale con la l’odio e la vendetta di classe è una caratteristica di questi anni, ed è il sentiero lungo il quale la lotta politica di massa si è trasformata in populismo e in populismo penale. 2) Nei miei articoli non ho mai scritto che concedere l’autorizzazione a processare Salvini sarebbe la fine della democrazia. Per carità. Ho scritto che sarebbe la fine dell’autonomia della politica, categoria già largamente sfregiata e vilipesa, da diversi decenni a questa parte. Che poi l’autonomia della politica sia uno dei pilastri della democrazia politica è indiscutibile.

3) Leggo che in Parlamento, recentemente, sarebbero state negate molte autorizzazioni e questo avrebbe salvato molti membri del Parlamento dai processi. Questo non è vero. Anche perché dal 1993 non esiste più l’autorizzazione a procedere. Qualunque sostituto procuratore può svegliarsi una mattina e avviare un procedimento contro un parlamentare senza che nessuno lo possa fermare, e se questo succede, in genere, c’è un bel numero di partiti che chiede le dimissioni di quel parlamentare.

Solo per arrestarlo il sostituto procuratore ( e il Gip) ha bisogno dell’autorizzazione del Parlamento, e in questi ultimi anni l’ha sempre ottenuta, anche perché i partiti politici ( salvo, forse, Forza Italia) si sono sempre dimostrati alquanto pusillanimi di fronte al magistrato.

Vi confesserò a questo punto una mia perversione: io credo che andrebbe ripristinata alla svelta l’immunità parlamentare, che non fu concepita da un drappello di garantisti pazzi, o dai guardaspalle di Berlusconi, ma dai padri della nostra Costituzione. Gente tipo Calamandrei, De Gasperi, Einaudi, Togliatti, La Pira, Dossetti, Basso… E vi dico ancor di più: estenderei l’immunità parlamentare ai consiglieri regionali e ai governatori.

Io credo che solo l’immunità parlamentare metta la politica, almeno in parte al riparo dalle incursione di pezzi della magistratura. Del resto è esattamente questa la ragione per la quale fu prevista dalla nostra Costituzione.

4) ultimissima osservazione, e una preghiera a tutti: non usiamo il paragone con il nazismo e con lo sterminio, perché è assolutamente fuori luogo. E perché è un paragone, se posso usare questo termine, un po’ blasfemo. No: Salvini non è Hitler, non è Himmler, non è Goering. D’accordo?

 

Notizie correlate