Salute 7 Dec 2018 10:41 CET

Ricerca: ecco AlphaZero, batte l’uomo in tutti i giochi e li impara da sé

Su ‘Science’ l’ultimo prodotto dell’intelligenza artificiale

Milano, 7 nov. (AdnKronos Salute) – Nuovo ‘scacco matto’ dell’intelligenza artificiale contro l’uomo. E questa volta non più a un singolo tavolo da gioco, bensì davanti a tutti quelli inventati finora: che si tratti di scacchi, Go oppure Shogi, c’è un nuovo programma di AI capace di battere il cervello umano in tutti i giochi complessi al momento sul mercato. Si chiama AlphaZero e lo descrivono su ‘Science’ David Silver e colleghi dell’azienda britannica DeepMind. Invincibile, ma non solo: AlphaZero è in grado di imparare a giocare da sé, senza alcuna istruzione impartita dall’uomo, ma avendo unicamente a disposizione le regole da seguire. In una manciata di ore di auto-allenamento, il super programma diventa un campione al cospetto del quale non ce n’è più per nessuno.
La capacità dei computer di battere gli esseri umani nei loro giochi, si spiega nell’articolo, è stata a lungo considerata un punto di riferimento nei progressi compiuti dall’intelligenza artificiale. Fin dai tempi in cui – correva l’anno 1996 – il programma Deep Blue di Ibm sconfisse agli scacchi il campione del mondo russo Garri Kasparov. La partita si disputò il 10 febbraio a Filadelfia e passò alla storia, anche se nelle 5 successive Kasparov rovesciò il risultato aggiudicandosi il match. Che comunque perse definitivamente contro Deep Blue nella rivincita del 1997.
Da allora l’AI ha fatto grossi passi avanti fino a suscitare preoccupazioni a più livelli, da quello etico fino al mondo del lavoro. Le macchine hanno battuto l’uomo in attività ludiche anche più complesse degli scacchi, e tuttavia gli algoritmi elaborati fino ad oggi si basavano comunque su strategie ispirate dai loro inventori umani ed erano perlopiù ‘specializzati’ in un unico gioco. AlphaZero sembra andare oltre: “E’ un programma di gioco generalizzato”, quindi un ‘jolly’ a tutti i tavoli, precisano gli studiosi, “che fa a meno delle informazioni fornite dall’uomo”. Battendo lui, ma pure i programmi di AI sviluppati in precedenza per vincere l’essere umano agli scacchi, a Go e a Shogi.
In un commento al paper, l’informatico canadese Murray Campbell osserva che, “nonostante l’immensa complessità di giochi come scacchi, Shogi e Go, i recenti progressi dell’intelligenza artificiale li hanno resi in problemi facilmente risolvibili. Di conseguenza i ricercatori del settore devono ora indirizzarsi verso giochi di nuova generazione, come i videogame che prevedono più giocatori”. Un nuovo guanto della sfida è stato lanciato.