Cronaca 9 Nov 2018 12:59 CET

Manovra: Cottarelli, difficile pil a +1,5%

Roma, 9 nov. (AdnKronos) – “Sono previsioni fatte prima che venisse pubblicato il dato sulla crescita zero nel terzo trimestre. Se fossero state fatte dopo, l’1,2% sarebbe stato più basso, magari all’1%. “Tutta l’Europa ha rallentato. Bisogna tenerne conto: partendo da questa situazione, la spinta che […]

Roma, 9 nov. (AdnKronos) – “Sono previsioni fatte prima che venisse pubblicato il dato sulla crescita zero nel terzo trimestre. Se fossero state fatte dopo, l’1,2% sarebbe stato più basso, magari all’1%. “Tutta l’Europa ha rallentato. Bisogna tenerne conto: partendo da questa situazione, la spinta che viene per il prossimo anno è più bassa e quindi sarà difficile arrivare all’1,5% che dice il governo”. Ad affermarlo è il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica ai microfoni di Circo Massimo a Radio Capital commentando le ultime stime della Ue.
Il tasso di crescita basso potrebbe restare anche nel quarto trimestre e, secondo Cottarelli, prolungarsi anche nel prossimo anno, influenzando il dato previsto dall’esecutivo: “per gli effetti della manovra ci vorranno mesi, quindi magari anche il primo trimestre del prossimo anno sarà su questi livelli”, chiarisce. “Dopodiché, per arrivare a una crescita media annua dell’1,5% occorrerebbe un’accelerazione molto forte. Se anche ci fosse una crescita a partire dal secondo trimestre, non riuscirebbe a portare la crescita media all’1,5%”.
I mercati, intanto, restano tranquilli, “con un livello di spread che però non ci fa bene – fa notare Cottarelli – ma questa legge di bilancio non è ancora tale da causare una perdita di fiducia completa. Non siamo al punto in cui eravamo nel 2011. Se arrivano cattive notizie dall’estero, certo, se il pil europeo rallenta ulteriormente e noi andiamo in recessione, la situazione può diventare molto seria. La manovra di per sé aumenta i rischi di una crisi ma non siamo ancora a livello di dire che ci si aspetta una crisi nelle prossime settimane. Non siamo ancora in una situazione di armageddon: finché i mercati internazionali vanno bene, c’è crescita, non c’è nervosismo e c’è tanta liquidità, noi teniamo”. Situazione di tranquillità anche per quanto riguarda le banche: “Se non andiamo in recessione, non dobbiamo preoccuparci”, conclude.