Down, minculpop, Shoah. Le gaffe a 5 stelle

Ancora Casalino. E Renzi chiede le dimissioni

Non è certo la prima volta che i 5 stelle finiscono nelle polemiche per qualche gaffe. Ieri però hanno raggiunto un record forse difficile da eguagliare. Almeno tre gaffe, una più clamorosa dell’altra. Il portavoce del premier, Rocco Casalino, che – in un video di parecchi anni fa – insulta le persone Down e i vecchi, e addirittura dice che gli fanno schifo; ancora Casalino che nello stesso video – che propone il superamento del manicheismo che rende i nazisti sempre carnefici e gli ebrei sempre vittime; e infine la proposta di una commissione politica che controlli la divulgazione della scienza in Rai: diciamo una specie di Minculpop aggiornato e corretto ( il Minculpop era il famigerato ministero della cultura popolare che, durante il fascismo, controllava l’informazione, la cultura la scienza e tutto il resto).

Beh, è un po’ troppo.

E’ molto probabile, naturalmente, che Rocco Casalino scherzasse quando ha detto ad un gruppo di studenti ( in una specie di intervista simulata in un corso universitario), che a lui fanno schifo i vecchi e le persone affette dalla sindrome di Down. Però era uno scherzo parecchio, parecchio stupido e volgare. E certo non è la prima volta che il portavoce del primo ministro Conte incappa in un incidente di percorso dovuto al suo modo di esprimersi arrogante e inconsulto. Mi pare invece, purtroppo, che non ci sia nessuna possibilità di equivoco sulla frase che ha pronunciato a proposito di Hitler e degli ebrei. Down, anziani, ebrei, Minculpop La giornata delle supergaffe a 5 Stelle

Casalino cercava di spiegare agli studenti una cosa giusta: che la realtà è sempre più complessa di quel che sembra, e che non bisogna fermarsi alle apparenze. E però ha cercato di dare forza a questo suo ragionamento proponendo un esempio del tutto insensato. E cioè proponendo di riequilibrare responsabilità e giustificazioni nella vicenda dello sterminio degli ebrei. Ha dimostrato una superficialità, e anche una ignoranza, che si possono perdonare, forse – ma non è detto – al ragazzo di 30 anni appena uscito dalla casa del Grande Fratello, ma che fanno orrore se pronunciate dal futuro portavoce di Palazzo Chigi.

Infine la scivolata sulla commissione per controllare l’informazione scientifica in Rai, proposta da un deputato 5 Stelle, che salta fuori – magari per caso – proprio due giorni dopo la cacciata del capo dell’Agenzia spaziale italiana da parte di un ministro. E che offre nuovi argomenti a chi, da tempo, avanza paragoni tra questo governo e il vecchio regime di Mussolini Dopodiché si può anche dire che questi scandali nascono da un modo di realizzare – diciamo così – la lotta giornalistica, fondato tutto sullo scandalo e sul rovistare nel passato degli esponenti della politica. Non è il massimo, in termini di giornalismo di qualità, è vero. E però la realtà è questa: il giornalismo di qualità in Italia non esiste più, è stato travolto dal giornalismo gossipparo e scandalistico voluto, alimentato e amato proprio dai “5 Stelle” e dai loro organi di stampa. Che lo hanno imposto un po’ a tutti e se ne sono anche gloriati. Ora non se ne gloriano più? Eppure appena due giorni fa il quotidiano dei “5 Stelle” ha pubblicato – assai vistosamente intercettazioni telefoniche prive di valore politico o giuridico, solo allo scopo di infangare Renzi. C’è qualcuno che dopo aver pubblicato quelle inutili intercettazioni può oggi alzare il ditino per condannare i giornali che diffondono i video di Casalino? Oltretutto, se si pensa che furono chieste le dimissioni di una ministra “dem” perché nella tesi di laurea non aveva espressamente scritto la fonte di una lunga citazione, beh, allora nessuno può spiegarsi perché Casalino stia ancora al suo posto. E si capiscono anche bene le polemiche lanciate dal Pd, con dichiarazioni di Davide Faraone e dello stesso Matteo Renzi. Anche perché Faraone, Renzi e un gran numero di persone anziane o di parenti e amici di persone Down si sono sentiti effettivamente offesi.

Renzi, Faraone e molti altri hanno chiesto formalmente le dimissioni di Casalino e le hanno chieste anche a nome delle persone Down insultate dal portavoce del premier. Né Renzi, né Faraone conoscevano ancora quel pezzo di video nel quale si chiede il riequilibrio tra Hitler e gli ebrei.

Diciamo la verità, i 5 Stelle si sono messi in un bel guaio. E forse solo ora cominciano a capire che quella passione per la lotta politica fondata sulle macchine del fango, da scatenare contro gli avversari, rischia sempre di ritorcere contro chi la pratica.

Come se ne può uscire? In due modi. O ignorando tutte le polemiche e usando la frase preferita di Salvini (“me ne frego”). Oppure in modo ragionevole: con un po’ di umiltà. Per esempio prendendo in considerazione anche la possibilità di usare, qualche volta, l’istituto delle dimissioni che in passato è stato così spesso richiesto a gran voce, e spesso a sproposito. Ma i 5 Stelle, allievi di Beppe Grillo, sono in grado di capire il significato di questa parola: umiltà?