Cronaca 8 Nov 2018 18:36 CET

Sud: Ganga (Cisl), passare da crescita stentata a sviluppo (2)

(AdnKronos) – Per Ganga “serve una amministrazione ed una gestione dei servizi efficiente ed in grado di alzare il livello delle prestazioni erogate, assumendo nuove professionalità, accrescendo la digitalizzazione e la semplificazione, individuando obiettivi di risultato rispetto alle esigenze delle […]

(AdnKronos) – Per Ganga “serve una amministrazione ed una gestione dei servizi efficiente ed in grado di alzare il livello delle prestazioni erogate, assumendo nuove professionalità, accrescendo la digitalizzazione e la semplificazione, individuando obiettivi di risultato rispetto alle esigenze delle prestazioni e dei servizi. Occorre confermare gli incentivi alle imprese, che si sono dimostrati efficaci e favorire e orientare il sistema produttivo rispetto all’innovazione ed alla sostenibilità ambientale. Vanno rafforzate le Università ed i Centri di ricerca ed il loro rapporto con le imprese”.
Tutto ciò, rileva, “è essenziale per valorizzare i percorsi universitari dei giovani, contrastandone la migrazione che sta svenando il Sud. Un processo utile per cambiare segno alla nuova occupazione che tende ad essere a basso livello di competenze e stabilità. La qualità e la continuità dei rapporti di lavoro dovrebbero essere le parole chiave per il nuovo modello di sviluppo capace di rendere effettiva quella attrattività che una corretta e veloce attuazione delle zone economiche speciali potrebbe favorire nell’intera area meridionale. Per dare valore alla centralità mediterranea del Sud, occorre visione e lavoro coordinato tra le parti sociali e le amministrazioni. In tal senso gli strumenti ci sono tutti: serve potenziarli e renderli più efficaci dando gambe agli accordi sottoscritti fra Governo e regioni del Mezzogiorno”.
La Cisl, conclude Ganga, “propone che ciò si faccia subito accogliendo le proposte del sindacato sulla legge di bilancio e associandole ad una oculata e veloce spendita delle risorse messe a disposizione dall’armamentario nazionale e comunitario”.