Cronaca 8 Nov 2018 18:02 CET

Infrastrutture: Cardinale, patto responsabilità su livello affidabilità costruzioni

Piacenza, 9 nov. (AdnKronos) – Posto che l’assunto ‘se non c’è rischio c’è sicurezza’ e, al contrario, ‘se c’è rischio non c’è sicurezza’ “non è vero”, va individuato nelle costruzioni un livello di affidabilità sul quale i professionisti, gli amministratori e la politica devono stringere un patto […]

Piacenza, 9 nov. (AdnKronos) – Posto che l’assunto ‘se non c’è rischio c’è sicurezza’ e, al contrario, ‘se c’è rischio non c’è sicurezza’ “non è vero”, va individuato nelle costruzioni un livello di affidabilità sul quale i professionisti, gli amministratori e la politica devono stringere un patto di responsabilità. Altrimenti, al netto del monitoraggio delle opere, che resta lettera morta, come nel caso del Ponte sul Polcevera, “che è stato il più osservato e monitorato negli ultimi anni”, il problema della durabilità dei materiali e della manutenzione “verrà discusso prevalentemente nelle aule dei tribunali e non porterà da nessuna parte”. Lo afferma Giovanni Cardinale, vicepresidente del Consiglio Nazionale Ingegneri, in occasione del convegno ‘Concretezza. La durabilità delle opere: dialogo tra i protagonisti del territorio’ organizzato dallo stesso istituto, con il patrocinio del Consiglio nazionale degli Ingegneri e dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Piacenza, nell’ambito Giornate Italiane del Calcestruzzo, in corso alla Fiera di Piacenza fino al 9 novembre.
“Il connubio rischio-sicurezza non va letto in termini antagonistici. La cultura del rischio delle costruzioni significa – ha evidenziato – anche individuare un livello di affidabilità delle costruzioni che responsabilmente la società ritiene di potere utilizzare per potere esercitare le attività. Altrimenti, dovremmo demolire tutto quello che è stato costruito e farlo ex novo, fatto salvo che tra 50 anni scopriamo un’altra mappa sismica e si riparte da zero”.
Insomma, secondo Cardinale “si deve guardare alla affidabilità strutturale e qui dobbiamo fare un patto tra società, professionisti e amministratori: inutile cercare il colpevole, che è lo sport di turno. Bisogna fare un patto e la politica dovrebbe accompagnarlo perché se non usciamo da questo circolo vizioso il problema della durabilità dei materiali e della manutenzione è un verrà discusso prevalentemente nelle aule dei tribunali e non ci porterà da nessuna parte”.