Cronaca 17 May 2018 14:49 CEST

Lavoro: carriere discontinue e meno paradigmi, il futuro secondo Assolombarda

Milano, 17 mag. (AdnKronos) – Da una parte un Paese dove sono sempre più forti – e pesano a livello elettorale – le istanze per una maggior protezione dalla disoccupazione, dall’altra un’evoluzione del lavoro dove le logiche del contratto e del paradigma ora/lavoro rischiano di sembrare sempre più […]

Milano, 17 mag. (AdnKronos) – Da una parte un Paese dove sono sempre più forti – e pesano a livello elettorale – le istanze per una maggior protezione dalla disoccupazione, dall’altra un’evoluzione del lavoro dove le logiche del contratto e del paradigma ora/lavoro rischiano di sembrare sempre più superate o, peggio, una “gabbia” che non crea ricchezza e sviluppo. Da qui, l’iniziativa di Assolombarda, che ha presentato oggi ‘Il futuro del lavoro’, un nuovo ‘libro bianco’ scritto insieme alla Fondazione Adapt che si porta dietro l’eredità pesante dell’ultimo, quello del 2001, scritto da Marco Biagi, con un obiettivo chiaro: “Riflettere tutti, oggi, per essere pronti al lavoro del 2030”.
In uno scenario politico dove si discute di Reddito di cittadinanza e salario minimo orario, punti chiave del contratto M5S – Lega per il Governo, le ricette del libro sono quantomeno in controtendenza: in futuro, complice anche l’innovazione tecnologica, si parlerà meno di contratti, ma più di prestazioni e di competenze, e anche la rigidità di orari e luoghi di lavoro sarà superata. “Oggi abbiamo modelli contrattuali e di inquadramento che sono pensati per una fabbrica del Novecento”, dice Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda. Lo stesso contratto a tempo indeterminato rischia di diventare anacronistico.
“L’incremento del tempo determinato – dice Bonomi – è una delle tendenze che appare comprensibile alla luce delle caratteristiche dell’evoluzione del lavoro. Questo non significa che il contratto a tempo indeterminato sia destinato a estinguersi, ma forse è giunto il momento di riflettere sulla sua effettiva ed esclusiva rispondenza alle esigenze di un mondo del lavoro destinato a profondi cambiamenti”. Il futuro sarà fatto di “carriere discontinue”, dove formarsi diventerà un “diritto-dovere”.