Cari amici Cinque Stelle, siate prudenti: si fa presto a diventare Pol Pot…

L’arroganza deve fermarsi prima del limite

La compagna di Roberto Fico ha scritto su Facebook i versi di una canzone molto arrabbiata di Francesco Guccini, per rispondere alle polemiche che si sono accese in questi giorni per via della sua colf alla quale, sembra, non vengono pagati i contributi. Qualche ora prima il leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, aveva pronunciato, a Porta a Porta, delle frasi furenti contro i giornalisti che lo criticano.

Naturalmente è assurdo mettere sullo stesso piano le due cose. Di Maio è un leader politico, la compagna di Roberto Fico è una privata cittadina. Cari amici Cinque Stelle, si fa presto a diventare Pol Pot…

Certamente è una persona per bene, anche se ha commesso un errore, ed è stata coinvolta in una polemica turbinosa, ed esposta ingiustamente a pubblico linciaggio. Non ho la minima idea se abbia pagato o no i contributi, ma non posso che nutrire simpatia per lei, finita in quella macchina del fango che da diversi anni avvelena la politica e la vita pubblica e privata del nostro paese. Grazie ai giornali, grazie alle Tv, grazie alla rete, grazie a diversi partiti politici ( non tutti). Non è la prima persona a cui succede e purtroppo non sarà l’ultima. Tuttavia gli esprimo la mia solidarietà. Di Maio invece è il capo del primo partito italiano. Almeno, così mi pare di aver capito. E l’altra sera, in seduta privata da Vespa ( privata, perché i 5 Stelle non ammettono nessun confronto con esponenti di altri partiti, e per questo hanno modificato il funzionamento di tutti i talk show) ha giurato che prima o poi si vendicherà di quei direttori e di quei giornalisti che si sono dimostrati nemici del movimento 5 Stelle. E li spazzerà via. Di Maio ha anche detto delle cose vere ( ha detto, più o meno: “quando si pensava che noi stessimo per andare al governo, tutti i giornalisti lì a lisciarsi il pelo; ora che sospettano che al governo non ci andremo, tutti a criticare”: beh, non si può dire che la sua sensazione sia del tutto infondata…).

Il problema è il tono minatorio che ha usato verso i giornalisti critici, e l’idea padronale che ha dimostrato di avere verso il giornalismo. Ha fatto capire che lui, e il suo partito, considerano il giornalismo una variabile della politica, lo considerano un mestiere che comunque deve restare subalterno alla politica, e ha annunciato che appena avrà il potere lo userà per tacitare le voci critiche. Cambierà i direttori, cambierà i giornalisti, cambierà le linee politiche, non ho capito se solo dei telegiornali o anche dei giornali.

Può sembrare una questione secondaria, di fronte alla gravità della crisi e alla complessità dei problemi che la crisi comporta. Invece no, non è secondaria. Perché investe un problema essenziale: l’idea di democrazia che prevale nel partito di maggioranza relativa. E l’idea di democrazia che il Movimento 5 Stelle ci trasmette è un’idea terrificante. E’ una democrazia fatta a brandelli e ridotta alla piattaforma Rousseau al servizio e agli ordini di un imprenditore privato.

E’ solo un problema di arroganza? Può darsi, ma talvolta l’arroganza diventa una sostanza molto pericolosa. Può avvelenare tutto. Può trasformare un movimento di protesta in una specie di imitazione di Pol Pot. ( Chi era Pol Pot? Il dittatore cambogiano che alla fine degli anni 70 armò un esercito di ragazzini per abbattere e radere al suolo l’intera intellighenzia del paese).

Per questa ragione, sebbene abbia espresso solidarietà alla compagna di Roberto Fico, anche la sua reazione alle polemiche giornalistiche mi è sembrata sbagliata e pericolosa. Lei ha scritto su facebook i bei versi di Guccini – rabbiosi – che qui ricopio: «Le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti». In sostanza Ha chiamato maiali e nanni i giornalisti che si erano limitati a mettere il Presidente della Camera di fronte alla responsabilità di dichiarazioni che aveva rilasciato in aperto contrasto con la realtà. Roberto Fico ha sostenuto che la colf era solo un’amica della sua fidanzata, mentre la colf ha dichiarato di lavorare a orario fisso per un piccolo stipendio in nero.

Non credo affatto che questo incidente debba provocare le dimissioni di Fico. Che forse sarà un ottimo presidente della Camera, o forse un pessimo, non perché la sua fidanzata paghi o non paghi i contributi alla colf. Credo però che Fico avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di quello che è successo, per la semplice ragione che lui è il leader di un partito che da anni getta fango su tutti gli avversari politici, e non solo politici, e che ha stabilito che l’onestà e la trasparenza sono gli unici valori rispettabili. E’ chiaro che non può, quando il fango lo tirano a lui, rispondere: “così non vale”. Cosa avrebbe dovuto fare Fico? Forse una cosa semplicissima: ammettere, serenamente, che talvolta i partiti politici, in particolare il suo, usano il linciaggio e il lancio del fango per motivi meschini di tipo elettorale, fregandosene del diritto e della dignità delle persone. Punto.

La sua compagna invece può fare quello che gli pare, e nessuno le deve rompere le scatole ( salvo, eventualmente, farle pagare una multa); ma se pure lei a un incidente risponde insultando chi gli sta antipatico, e dandogli del maiale, non è un bel messaggio. Le iene si sono comportate da maiali? Non mi pare proprio, anche se neanch’io amo particolarmente quel tipo assai aggressivo di giornalismo.

Comunque offro un consiglio ai giovani leader dei 5 stelle: studiate un pochino. La democrazia è una materia complicatissima, che richiede cultura, conoscenza, abitudine, tolleranza, anche esperienza. Senno non funziona. Voi la conoscete pochissimo la democrazia, si vede a ochhio nudo. Siccome però rappresentate un terzo dell’elettorato, sarebbe utile un corso accelerato. Non andate da Grillo a chiedere lezione, perché lui è anziano, ma di queste cose ne sa poco.

 

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