Cronaca 16 Apr 2018 13:02 CEST

Mafia: processo trattativa verso sentenza, per pm ‘Ricatto allo Stato’/Adnkronos (3)

(AdnKronos) – Suscitò clamore la decisione dei pm di sentire, al Quirinale, il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. L’ex Capo dello Stato venne sentito, tra le polemiche politiche, il 28 ottobre 2014. In ‘aula’ anche l’allora Procuratore aggiunto Leonardo Agueci, oltre ai pm Roberto […]

(AdnKronos) – Suscitò clamore la decisione dei pm di sentire, al Quirinale, il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. L’ex Capo dello Stato venne sentito, tra le polemiche politiche, il 28 ottobre 2014. In ‘aula’ anche l’allora Procuratore aggiunto Leonardo Agueci, oltre ai pm Roberto Tartaglia, Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Vittorio Teresi. Più di recente non sono mancate ulteriori polemiche. Come lo scorso 19 ottobre, quando si regsitrò uno scontro tra il consulente della difesa di Marcello Dell’Utri e i consulenti della procura sulle intercettazioni delle conversazioni tra il boss Giuseppe Graviano e il detenuto Umberto Adinolfi ascoltate dalle microspie in carcere, nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Gli esperti interpellati dal legale di Dell’Utri, hanno riascoltato le conversazioni captate in carcere e hanno smentito che Graviano abbia mai pronunciato la parola “Berlusca”.
Ma l’esperto ha contestato anche la trascrizione di altri due dialoghi in cui, per la procura, si parlerebbe di Berlusconi. In uno il nome dell’ex premier sarebbe incomprensibile, in un altro, invece di “B”, si sentirebbe “Mi”. Il giorno dopo, è il 20 ottobre scorso, lo stesso Graviano, chiamato a deporre davanti alla Corte d’assise di Palermo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una facoltà che gli è stata consentita in quanto indagato in un procedimento connesso. Graviano avrebbe dovuto riferire su alcune sue conversazioni in carcere col detenuto Umberto Adonolfi. I dialoghi, intercettati per mesi, sono stati ritenuti rilevanti per il processo trattativa. Adesso, il processo è in dirittura d’arrivo. Proprio negli stessi giorni in cui dovrebbe essere formato il nuovo Governo.