Politica 17 Mar 2018 11:58 CET

Gasparri: «Salvini non romperà mai il centrodestra Ma non sia arrogante»

Intervista a Maurizio Gasparri, big di Forza Italia, vicepresidente uscente del Senato, sugli accordi per i vertici delle due Camere e sugli scenari futuri

«Caro Salvini, non fare l’arrogante, altrimenti indebolisci soprattutto te stesso». Parla Maurizio Gasparri, big di Forza Italia, vicepresidente uscente del Senato. Rivendica per Paolo Romani ( Fi) la presidenza del Senato. E non esclude neppure una pentastellata a Montecitorio. «E’ anche possibile che accada. Ma noi vogliamo un governo di centrodestra» .

Senatore Gasparri, lei ha fatto presente a Matteo Salvini che i voti di Forza Italia sono essenziali. E’ un modo per dirgli che potrebbero mancargli per le elezioni delle due presidenze se lui non si muove più in una logica di coalizione?

No, io ho detto esattamente il contrario. E cioè che se uno vuole fare il premier e rivendicare il primato in una coalizione perché ha preso più voti, cosa legittima, deve porsi due problemi: tenere unita la coalizione ed evitare di dare la sensazione di voler fare il pieno. Se lui rivendica per la Lega la presidenza di uno dei due rami del parlamento può fare due tipi di errori: dare la sensazione di volere oggi una presidenza perché da questo si parte e poi un domani magari prendere anche la designazione a premier e questo sarebbe un errore di arroganza nei confronti della coalizione. Uno che la guida al contrario dovrebbe essere molto flessibile nei confronti degli altri.

Il primo errore quindi sarebbe quello di arroganza e il secondo?

E l’altro errore di Salvini potrebbe essere quello di dare l’impressione di volere una delle due presidenze perché non crede possibile diventare capo del governo. Quindi, Salvini indebolirebbe la sua posizione perché darebbe lui stesso l’impressione di non crederci e di andare con la logica del meglio un uovo oggi che la gallina domani. Quindi sarebbe un doppio errore il suo nei confronti della coalizione e nei confronti di se stesso, indebolendo le sue potenzialità.

Anche il capogruppo di Fi alla Camera Renato Brunetta sta dicendo a Salvini: attento non giocare a rubamazzo.

Sì, Renato usa più o meno un concetto analogo, lo esprime in maniera un po’ drastica, io lo dico in termini un po’ più politologici. L’errore, ripeto, Salvini lo potrebbe fare innanzitutto verso se stesso perché darebbe la sensazione di volere l’uovo oggi perché non crede ci possa essere la gallina domani. Che la gallina sia complicato da acciuffare lo sappiamo tutti. Però bisogna provarci.

Lei quindi rivendica la presidenza di una delle due Camere per Forza Italia?

In primis puntiamo alla presidenza del Senato come è noto con la persona di Paolo Romani ( attuale capogruppo azzurro ndr). E pure io, come vicepresidente uscente, sono d’accordo con questa candidatura anche per amicizia e stima nei confronti di Paolo.

Le potrebbe sembrare fantapolitica: ma due presidenze modulate sul colore giallo- azzurro, e cioè con un azzurro al Senato e un pentastellato alla Camera sarebbero davvero una cosa impossibile? Non sarebbe un modo per Forza Italia per non essere stretta nella tenaglia Lega- grillini?

Mah… ( sospiro ndr). Questo non lo so sinceramente, è anche possibile che accada una cosa di questo tipo. Ma il problema noi lo ponia- mo più all’interno della nostra coalizione. Il problema lo poniamo alla Lega dicendo che è giusta l’aspirazione alla premiership di Salvini, ma che è eccessiva la pretesa di monopolizzare tutte le cariche importanti.

Ma quando non ha escluso che ci potrebbero essere due presidenti, uno “giallo” ovvero pentastellato alla Camera e uno azzurro al Senato, cosa intende di preciso?

E’che i Cinque Stelle hanno il 36 per cento dei seggi alla Camera e quindi vedremo. E’ una delle cose che si dovranno discutere nei prossimi giorni, prima ancora di dire Emilio Carelli ( deputato dei Cinque Stelle, giornalista ex Mediaset e poi Sky ndr).

Quindi potreste anche appoggiare un pentastellato, lo stesso Carelli?

Non lo so, al momento no. Però vediamo cosa maturerà.

Brunetta, dice che Salvini era e

resta il leader della Lega, non del centrodestra. Lei come la pensa?

Avevamo detto che il leader che prendeva più voti poteva aspirare alla presidenza del Consiglio. Ora la discussione su questi dettagli nominalistici non mi pare la cosa più urgente.

Salvini rischia di fare la fine di Pier Luigi Bersani che però almeno alla Camera la maggioranza l’aveva?

Questo lo vedremo. Se avessi la risposta a questa domanda sarei Nostradamus. Ora la prima cosa da fare è chiedere come coalizione l’incarico a Salvini e tentare di fare un governo di centrodestra che possa trovare i numeri nel parlamento anche al livello delle singole persone.

Salvini continua a dire che il voto non lo spaventa. E Forza Italia?

Io non credo che questa legislatura durerà moltissimo, forse non dura un anno ma neppure cinque anni. Ma escludo nella maniera più assoluta allo stesso tempo che Salvini rompa la coalizione di centrodestra che è il suo orizzonte politico e anche programmatico.

C’è chi maligna che potrebbe non avere la meglio con Luigi Di Maio, se voi lo abbandonate.

Non lo so, non so fare previsioni. L’unica che mi sento di fare è che noi dobbiamo rivendicare l’incarico nella figura di Salvini il quale rispetto alle presidenze delle Camere deve dimostrare lungimiranza e capacità di mediare per conto di una coalizione e non di un partito, perché la legislatura non mi pare destinata a durare cinque anni ma neppure, per dire, cinque minuti.

Forza Italia viene descritta all’angolo.

Tutti sono all’angolo. Nessuno ha i numeri per dire che ha vinto. E’ un angolo molto frequentato, nemmeno Di Maio che fa il baldanzoso ha una maggioranza che gli consenta di dare vita a quel governo fantasma che ha presentato in quella specie di reality show che ha fatto prima delle elezioni.

La delegazione al Colle sarà unitaria? Si dice che Salvini non avrebbe un mandato pienissimo e che quindi al Colle potrebbero salire anche Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni?

E’ chiaro che la delegazione dovrebbe vedere i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, è un obbligo costituzionale, ci mancherebbe. Mica abbiamo il monogruppo. Poi, se ci sarà una delegazione comune o diverse delegazioni che dicono la stessa cosa non è stato ancora deciso.

 

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