Politica 3 Mar 2018 17:48 CET

CL alle urne senza “manifesti” ma con una valanga di candidati

Gli eredi di don Giussani tifano per le larghe intese

Una campagna elettorale così diversa da segnare pure la scomparsa – se mai è esistita – della “corrente” di Comunione e liberazione. Lo ha spiegato bene Giorgio Vittadini, leader storico di Cl, durante un recente incontro, sollecitato dal responsabile Julian Carron. In sintesi: «Non si tratta più, come un tempo, di difendere un interesse di parte o di alcune opere, ma di contribuire all’interesse di tutti al bene comune». I discorsi di Napolitano e Mattarella, che hanno evocato proprio questo al Meeting, hanno lasciato il segno. Non è il manifesto delle larghe intese – i conti si faran- no in Parlamento – ma un richiamo a qualche endorsment in meno a beneficio di un approccio costruttivo ai problemi. La “cura” Carron ha agito di pari passo con la “cura” Papa Francesco. Non è un caso che Cl abbia rinunciato al consueto volantino pre- elettorale facendo suo il discorso di Bergoglio a Cesena, «decisivo per affrontare la prossima scadenza elettorale».

Ma, forse mai come adesso, le liste sono piene di militanti o dirigenti ciellini, nei diversi schieramenti. Candidato alla Camera nell’uninominale nel collegio Ostia- Fiumicino, c’è il deputato uscente Domenico Menorello. Avvocato, ex vicesindaco a Padova, espressione di Energie per l’Italia di Parisi: «Sono a favore di un accrescimento del ruolo degli avvocati nel dirimere le controversie in sede extragiudiziale e per un utilizzo sempre più convinto delle misure alternative della pena». Come l’esperienza pilota di recupero della cooperativa Giotto al carcere di Padova. Dall’area Parisi arriva anche un altro candidato, il salernitano Guglielmo Vaccaro, ex lettiano da tempo uscito dal Pd, e ora candidato uninominale alla Camera per il centrodestra nella roccaforte pentastellata di Pomezia. Ma dalla costola centrista dell’ex maggioranza di governo c’è anche chi prosegue nella collaborazione col Pd. È il caso di un ciellino emergente e riservato come il fiorentino Gabriele Toccafondi, sottosegretario uscente all’Istruzione ( candidato alla Camera nell’uninominale a Firenze- Novoli- Peretola). Per Civica popolare candidata all’uninominale al Senato nel suo Abruzzo, anche Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia, ex Ncd. Nel Pd, si ripresenta a Crotone Nicodemo Oliverio, deputato in commissione Agricoltura, molto vicino al capogruppo Ettore Rosato, ciellino di antica militanza. Ciellini di vecchia data anche l’ex ministro Maurizio Lupi, capolista di Noi con l’Italia a Milano, fra i principali promotori del nuovo progetto che fa capo a Cesa e Fitto, e Roberto Formigoni, capolista al Senato in tre circoscrizioni per la quarta gamba della coalizione, forte di un’importante assoluzione nel processo che lo vedeva imputato per la sanità in Lombardia, quando era governatore. Nella stessa lista, anche l’ex presidente della Compagnia delle opere e deputato uscente Raffaello Vignali, candidato alla Camera a Como. Ma un uomo vicinissimo a Formigoni, come il deputato uscente Paolo Alli, si trova candidato a Mantova al Senato per il centrosinistra.

L’ex direttore di Tempi, Luigi Amicone, corre invece al Senato dietro Annamaria Bernini per Forza Italia nella roccaforte rossa di Emilia Romagna 1. In Emilia, ma capolista alla Camera per i centristi alleati del Pd, Valentina Castaldini, ex portavoce nazionale del partito di Alfano. Una presenza anche dentro Liberi e Uguali, la battagliera avvocata cosentina Anna Falcone, pluricandidata alla Camera in diverse regioni d’Italia. Fra gli esclusi eccellenti, invece, l’ex ministro della Difesa, foggiano trapiantato a Milano, Mario Mauro.

 

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