Giustizia 8 Feb 2018 13:00 CET

Riforma delle carceri, ok di Camera e Senato: ora tocca al governo

Ultimo step per i decreti attuativi

Ieri le Commissioni giustizia della Camera e del Senato hanno concluso l’esame dei decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario e approvato un parere favorevole con le relative osservazioni poste dai membri delle commissioni. Ora l’ultimo passaggio adesso spetta al Consiglio dei ministri che dovrà dare l’approvazione definitiva di questo pacchetto di norme, mentre sono rimasti nel cassetto quelli su affettività, lavoro, ordinamento penitenziario minorile, misure di sicurezza e giustizia riparativa. La riunione è prevista entro questa settimana: i decreti saranno all’ordine del giorno?

Ieri le Commissioni giustizia della Camera e del Senato hanno concluso l’esame dei decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario e approvato un parere favorevole con le relative osservazioni poste dai membri delle commissioni. Due sono state le personalità politiche che nelle commissioni hanno votato contro e rappresentano il Movimento Cinque Stelle e la Lega. «Riforma drammatica», ha tuonato Nicola Molteni della Lega durante l’esame. Secondo il deputato leghista è un male che questa riforma concede più sconti e più benefici per chi commette reati, aggiungendo che secondo lui si tratta di un condono giudiziario e sarebbe stato opportuno fermarsi e aspettare le prossime elezioni che potrebbe determinare un’altra maggioranza. Poi c’è Vittorio Ferraresi del M5S che vota contro, ma chiedendo comunque di prendere in considerazione alcuni sue osservazioni, come quello di inserire il nulla osta del magistrato per far introdurre i volontari nelle carceri, oppure inserire il veto del procuratore nazionale antimafia per la concessione dei benefici. Ma la maggioranza di entrambe le commissioni hanno votato a favore, facendo osservare all’unisono che questa riforma garantisce l’effettività della pena, puntando sulle pene alternative che diminui- scono la recidiva e quindi contribuiscono alla sicurezza del nostro Paese. Molto sentite le dichiara- di Walter Verini, capogruppo Pd in Commissione giustizia della Camera: «La riforma dell’ordinamento penitenziario su cui le Commissioni giustizia di Camera e Senato hanno dato parere favorevole, è una conquista di civiltà e umanità utile per la sicurezza dei cittadini. A più di trent’anni dalla legge Gozzini, la riforma, che ora il Consiglio dei ministri dovrà approvare definitivamente nei prossimi giorni, è una grande occasione per far sì che chi ha sbagliato paghi la giusta pena. Ma lo faccia in condizioni umane e soprattutto in forme di detenzione, pene alternative per reati minori, finalizzate al recupero e al reinserimento sociale». Sempre Verini ha aggiunto: «Le condizioni umane, lavoro in carcere, formazione, attività di socialità sono fondamentali per far sì che chi esce dal carcere a fine pena non torni a fare il delinquente. Questo è il cuore della riforma. Che prevede rigore per i colpevoli di reati gravissimi, come quelli legati alle mafie, al terrorismo. Che prevede valorizzazione del ruolo della polizia penitenziaria, che svolge un compizioni to difficile e fondamentale. Pene certe, condizioni civili, recupero e reinserimento: cosi si rispetta la Costituzione, si investe in umanità e si investe in sicurezza della società».

Tra le osservazioni accolte dalle commissioni, emerge quella della senatrice Maria Mussini dove pone l’accento sul parere della Conferenza Stato – Regioni. Si è soffermata, in particolare, sulle proposte della Conferenza in ordine alle modifiche dell’articolo 2, comma 1, lettera c) dello schema di decreto, che modifica l’articolo 65 dell’ordinamento penitenziario rubricato ‘ Sezioni per detenuti con infermità’. Sotto tale profilo, per la Mussini, sarebbe opportuno che il governo modifichi la rubrica del predetto articolo 65 nel senso di aggiungere la parola ‘ psichica’ al fine di specificare la tipologia di infermità dei detenuti cui sono destinate le sezioni speciali. Con riferimento alle modifiche apportate dall’articolo 14 dello schema con l’introduzione dell’articolo 47- septies dell’ordinamento penitenziario sull’affidamento in prova dei condannati con infermità psichica, la senatrice Mussini propone infine che sia accolto il rilievo della Conferenza nel senso che l’interessato concordi con il dipartimento di salute mentale della Asl il progetto per l’affidamento in prova ai sensi del medesimo articolo 47- septies, stabilendo soltanto che lo stesso possa essere realizzabile anche con una struttura privata accreditata. Da ultimo ritiene che debba essere considerata l’osservazione della Conferenza concernente le modifiche da apportare all’articolo 14, comma 1, lettera b) capoverso 2 in ordine alla certificazione che deve essere rilasciata dal Dipartimento di salute mentale per l’affidamento in prova dei malati psichici.

Nel frattempo, l’esponente del Partito Radicale Rita Bernardini – giunta al 17esimo sciopero della fame – fa sapere che continuerà con il Satyagraha per l’immediata e definitiva approvazione di questi primi decreti da parte del Consiglio dei ministri al quale chiede di aggiungere subito i decreti mancanti. Sì, perché, ricordiamo, che i decreti attuativi sull’affettività, lavoro, ordinamento penitenziario minorile, misure di sicurezza e giustizia riparativa, sono rimasti nel cassetto. Ora l’ultimo passaggio spetta a Palazzo Chigi che dovrà dare l’approvazione definitiva. Si riunirà entro questa settimana e i decreti saranno all’ordine del giorno? Ancora non è dato sapere.

 

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