Carcere 21 Jan 2018 11:26 CET

Lazio, al via un progetto per l’integrazione dei detenuti

Stanziati 627 mila euro da parte della Regione

«Interventi di sostegno alla qualificazione e all’occupabilità delle risorse umane: sostegno all’inclusione socio- lavorativa della popolazione detenuta», questo è l’avviso pubblico adottato dalla Regione Lazio. Parliamo di un bando che ha come scopo di rafforzare l’integrazione sociale e lavorativa della popolazione detenuta, sostenendo l’implementazione di interventi che dovrebbero favorire percorsi di reinserimento sociale del condannato, anche nella prospettiva di dare concretezza alla più ampia strategia per la coesione sociale del capitale umano dell’intero territorio regionale. In concreto si intende attuare una serie di progetti finalizzati a sostenere l’inclusione sociale delle persone maggiormente vulnerabili, rafforzandone l’occupabilità, attraverso iniziative di formazione professionale e di valorizzazione delle capacità di inserimento e reinserimento lavorativo, che tengano conto delle particolari condizioni di fragilità delle singole situazioni personali, attraverso un set di azioni ( orientamento, formazione, certificazione delle competenze, tirocinio, esperienze di lavoro) che consentono di sostenere, in termini di efficacia, la futura ed effettiva inclusione sociale e lavorativa dei destinatari. In particolare, si prevede di finanziare due azioni che si attiveranno in fasi successive, ov- vero la realizzazione di corsi di formazione e successivamente di tirocini extracurriculari. L’importo complessivamente stanziato è 627.000 euro ed è cofinanziato con le risorse del Fondo Sociale Europeo del Por Lazio 2014/ 2020 ed è attuata nell’ambito Asse 2 – Inclusione sociale e lotta alla povertà. L’avviso pubblico della Regione Lazio disciplina la presentazione di proposte progettuali relativo alla realizzazione dei corsi di formazione. Il proponente dovrà inoltre dichiarare la sua disponibilità a svolgere un’attività di promozione per l’eventuale realizzazione di tirocini extracurriculari destinati ai detenuti indicati dagli Istituti penitenziari di riferimento. Tali tirocini saranno realizzati con ulteriori risorse previste all’interno del “Piano strategico per l’empowerment della popolazione detenuta”.

Possono presentare proposte progettuali gli Operatori della formazione, da soli o in forma associata, anche in partenariato con altri soggetti quali enti o associazioni di promozione sociale impegnati in progetti e/ o percorsi di sostegno e accompagnamento al reinserimento sociale a favore della rieducazione delle persone in esecuzione penale, aventi almeno una sede operativa nella regione Lazio. Sono destinatari dell’avviso tutte le persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria di limitazione o restrizione della libertà individuale, detenute e internate nei diversi Istituti del territorio regionale. La procedura di presentazione del progetto è da ritenersi conclusa solo all’avvenuta trasmissione di tutta la documentazione prevista dall’avviso entro le ore 17 del 20 febbraio 2018.

Un plauso arriva da Stefano Anastasia, il garante delle persone private della libertà della Regione Lazio: «Il piano per l’empowerment della popolazione detenuta costituisce un tassello essenziale per dare attuazione all’articolo 27 della Costituzione. Per il reinserimento sociale delle persone detenute, è fondamentale – infatti – l’offerta di opportunità di istruzione, formazione e inserimento lavorativo». Il Garante ricorda come il progetto risulta importante soprattutto per non rendere operativa l’eventuale riforma dell’ordinamento penitenziario: «Sappiamo bene, infatti, che le pur importanti innovazioni legislative di cui si discute in questi giorni a livello nazionale, in attesa del parere delle Camere sulla riforma dell’ordinamento penitenziario proposta dal governo, rischiano infatti di restare lettera morta se non si attivano sul territorio i soggetti sociali e istituzionali che possono dare gambe ai percorsi di reinserimento dei detenuti. L’esecuzione penale costituzionalmente orientata non è affare esclusivo del ministero della Giustizia, ma chiama in causa responsabilità e competenze degli enti territoriali. Per questo abbiamo sollecitato e seguito con particolare attenzione la decisione della Regione Lazio di investire in questo campo e ci siamo impegnati a monitorare l’attuazione del piano di formazione ed empowerment della popolazione detenuta».

 

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