Giustizia 11 Jan 2018 13:13 CET

«Negligente e scorretto», Woodcock “a giudizio”

Il 19 febbraio al via il procedimento disciplinare contro il pm napoletano

Se dei vari filoni dell’indagine Consip, ormai pendenti nella fase delle indagini preliminari da almeno due anni, non si hanno notizie da tempo, lo stesso non si può dire per il procedimento disciplinare a carico dei pm di Napoli Henry John Woodcock e Celestina Carrano che prenderà il via il prossimo 19 febbraio. Ai magistrati napoletani il Consiglio superiore della magistratura contesta di avere sentito il presidente della partecipata fiorentina Publiacqua Filippo Vannoni come persona informata dei fatti e non come indagato. Al solo Woodcock viene poi contestato un colloquio/ intervista con il quotidiano La Repubblica.

Secondo il procuratore generale della Cassazione che ha esercitato l’azione disciplinare, i due pm hanno violato i «doveri di imparzialità, correttezza e diligenza», perché, «con inescusabile negligenza» hanno omesso di iscrivere sul registro degli indagati Vannoni, sentendolo invece come persona informata sui fatti «in assenza di difensore e con modalità tali – si legge nell’atto di incolpazione – da essere lamentate come non rispettose della sua dignità». Vannoni è accusato di favoreggiamento avendo dichiarato ai pm di Napoli di aver saputo dell’indagine su Consip dall’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, oggi ministro dello Sport, Luca Lotti.

Quanto a Woodcock, i virgolettati contenuti nell’articolo pubblicato nello scorso aprile da Repubblica sul caso Consip rappresentano «un comportamento gravemente scorretto» nei confronti di Nunzio Fragliasso, all’epoca procuratore facente funzioni, e anche una «grave scorrettezza» nei confronti dei pm di Roma, investiti dello stralcio dell’indagine Consip, «nella cui attività giudiziaria comunque egli ha interferito ingiustificatamente».

Sempre sul fronte disciplinare, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha chiesto al Csm la sospensione obbligatoria dalle funzioni e dallo stipendio del giudice del Tribunale di Pisa Roberto Bufo, coinvolto in un’inchiesta della procura di Genova e accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, alla turbata libertà negli incanti, peculato e falso in atto pubblico. Anche il pg della Cassazione Riccardo Fuzio ha avanzato la richiesta di sospensione. L’udienza cautelare è stata fissata per il 17 gennaio.

 

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