Politica 3 Jan 2018 10:49 CET

La lista di Grasso: bindiani, Falcone e il pm Roberti…

Piero Grasso vuole 16 posti blindati per i suoi fedelissimi, 12 a Mdp, 6 a Sinistra Italiana, 2 a Possibile e altri 2 per la Boldrini

Un altro ex procuratore nazionale antimafia potrebbe accompagnare l’avventura di Piero Grasso in Liberi e Uguali: Franco Roberti, alla guida di Via Giulia fino a poche settimane fa, è uno dei nomi che il presidente del Senato avrebbe chiesto di blindare per un seggio sicuro alle prossime elezioni. Perché mentre la campagna elettorale entra nel vivo, le segreterie politiche si riuniscono per decidere i candidati da piazzare nei collegi giusti. Attorno a un tavolo, con Piero Grasso, ci sono Roberto Speranza, Nicola Fratoianni e Pippo Civati: i tre cofondatori della nuova lista. Ognuno tratta per garantire ai propri gruppi di provenienza il maggior numero possibile di eletti. Ma l’ultima parola spetta sempre al leader di Liberi e Uguali che per sé chiede sedici scranni garantiti. In base alle stime degli ultimi sondaggi, la futura pattuglia parlamentare degli antirenziani dovrebbe aggirarsi attorno ai 38 eletti: 27 alla Camera e undici al Senato.

Le “quote sicure” spettanti dipendono dal peso politico riservato a ogni partito o personalità che ha aderito al nuovo soggetto. Se Grasso ne pretende sedici di sua diretta espressione, agli altri non resta che avventarsi sulle briciole: 12 posti toccherebbero a Mdp, il partito degli scissionisti, sei a Sinistra italiana, due a Possibile e altri due a Laura Boldrini. E se i gruppi tradizionali proveranno a riconfermare un buon numero di parlamentari uscenti, Grasso punta tutto sui volti nuovi.

Oltre al già citato Roberti, che di Grasso prese il posto nel 2013 alla guida della Direzione nazionale antimafia e che con ogni probabilità verrà candidato a Napoli, il presidente del Senato ha nella manica altri jolly da giocare. Tra coloro da portare in salvo sull’arca ci sono infatti altri nomi sorprendenti. David Sassoli, ad esempio, è ancora ufficialmente un europarlamentare del Pd, ma potrebbe a breve annunciare un abbandono, visto che il capo di LeU ha fatto il suo nome tra coloro da portare a Montecitorio. E non sarebbe l’unico dem pronto a lasciare la casa madre, perché pare che tra i nuovi “grassiani” figurino tre “bindiani” ( i nomi sono ancora top secret) da inserire nell’elenco dei salvati.

 

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