G7 dell'Avvocatura 19 Aug 2017 12:00 CEST

Il G7 dell’Avvocatura – il linguaggio dell’odio

Le analisi

Il 14 settembre, presso Palazzo della Cancelleria a Roma, gli avvocati dei Paesi membri del G7, riuniti per la prima volta in occasione della Presidenza italiana, sottoscriveranno una “raccomandazione” per la difesa dei diritti individuali di fronte ai rischi della manipolazione dell’informazione on line e alla diffusione del linguaggio dell’odio e della violenza. L’iniziativa, intitolata appunto “Sicurezza e linguaggio dell’odio, è stata assunta dal Consiglio nazionale forense: organizzato “sotto gli auspici della Presidenza Italiana del G7”, si tratta del primo incontro internazionale tra i rappresentanti delle avvocature di Stati Uniti, Giappone, Regno unito, Germania, Francia, Canada e Italia. Il documento, che sarà sottoscritto alla presenza del ministro della Giustizia italiano Andrea Orlando e di alti esponenti delle istituzioni nazionali e internazionali, conterrà le linee guida per rafforzare una strategia sovranazionale che, tra rispetto dei diritti costituzionali ed esigenze di tutela del diritto di espressione, all’anonimato e alla privacy, consenta di adottare forme di collaborazione tra i sistemi giuridici contro le informazioni false e lesive della persona derivanti dall’incitamento all’odio, alla discriminazione razziale, religiosa e di genere.

Anche nell’odio le parole non sono tutto, ma anche l’odio non sa fare a meno delle parole.

Hate words: Parole per ferire | di Tullio de Mauro (5.08.17)

Alla ricerca dell’origine dell’odio | di Rocco Buttiglione (8.08.17)

Amos Luzzatto: Gli antidoti dell’odio sono due: dialogo e pluralismo | di Iaia Vantaggiato (9.08.17)

C’era una volta l’odio di classe, ora c’è il web | di Lanfranco Caminiti (10.08.17)

La banalità dell’odio che invase l’Europa | di Paolo Delgado (11.08.17)

Le radici dell’odio? Cercatele in quell’anno: il 1992 | di Tiziana Maiolo (12.08.17)

L’odiatore Celine che impastava odio e parole | di Lanfranco Caminiti (18.08.17)

Stefania Craxi: l’odio iniziò al Raphael | di Riccardo Tripepi (19.08.17)

La politica non ha anticorpi, tocca alla società | di Carlo Fusi (19.08.17)

Bellu: «Le regole sul web non sono un attentato alla libertà» | di Rocco Vazzana (22.08.17)

Giornalismo che vive nel social-odio | di Piero Sansonetti (23.08.17)

Boato: «Vi dico cos’è l’odio di oggi: il giustizialismo» | di Giulia Merlo (24.08.17)

Quando a odiare è l’intellighenzia | di Francesco Damato (25.08.17)

L’odio per lo straniero costruito da politici e giornali | di Piero Sansonetti (26.08.17)

L’odio fa calare sul mondo una notte nera | di Martin Luther King (29.08.17)

Battista: «L’odio c’è sempre stato. Senza più partiti (e giornali) ora nessuno lo frena» | di Giulia Merlo (30.08.17)

Nessuno si vergogna più di odiare | di Savino Pezzotta (1.09.17)

Selvaggia Lucarelli: «I social sono il luogo dove sfogare le proprie frustrazioni» | di Giovanni Maria Jacobazzi (2.09.17)

L’origine dell’odio: dalla fine della politica alla post-intelligenza | di Riccardo Paradisi (5.09.17)

Mario Morcellini: «Basta odio anche con nuove leggi» | di Simona Musco (6.09.17)

Odio e Amore, motori di filosofia e di vita | di Corrado Ocone (7.09.17)

Furio Colombo: «Bene l’iniziativa del Cnf Il linguaggio dell’odio va sconfitto» | di Simona Musco (8.09.17)

«Ma quale linguaggio dell’odio, il problema vero è la realtà» | di Simona Musco (8.09.17)

Ciak si odia! Ossessioni e vendette al cinema | di Paolo Delgado  (8.09.17)

Musica e odio: un accordo impossibile | di Luciano Lanna (9.09.17)

Il grande nemico dell’insulto è il dubbio | di Lucrezia Ercoli (12.09.17)

Myrta Merlino: «L’unica cosa che è giusto odiare è l’odio stesso» | di Giulia Merlo (12.09.17)

 

Notizie correlate