diritti 1 Aug 2017 14:39 CEST

Ius soli, come funziona nel resto d’Europa

LA SCHEDA

Gli italiani di seconda generazione e i figli di migranti arrivati in giovanissima età in Italia si apprestano ad andare in vacanza senza lo ius soli. Il diritto a veder riconosciuta la loro cittadinanza è, secondo il premier Paolo Gentiloni, una “cosa giusta” ma la legge che dovrebbe garantirlo non potrà essere discussa prima di settembre, pena la dissoluzione dei fragili equilibri della maggioranza. Le modifiche che il Parlamento dovrebbe introdurre alla legge del 1992, che regola il diritto di cittadinanza dei figli di genitori immigrati, non introdurrebbero comunque un autentico ius soli. L’unico Paese che garantisce la cittadinanza in automatico a chi nasce sul suo suolo, sono gli Stati Uniti. Nei maggiori Paesi europei, le seconde generazioni devono affrontare percorsi diversi, nessuno dei quali esclude il diritto di essere riconosciuti cittadini del Paese in cui sono nati.

REGNO UNITO

L’onda lunga del Commonwealth ha ovviamente tenuto banco nel dibattito inglese sul diritto alla cittadinanza di tutti i “figli dell’impero”. Nel 1983 il governo ha stabilito uno spartiacque: chi fosse nato dopo quella data sarebbe diventato automaticamente britannico solo se almeno uno dei genitori fosse cittadino britannico o immigrato con permesso di soggiorno a tempo indeterminato. La cittadinanza può essere richiesta in molti altri casi, per motivi di soggiorno o di studio, ma la Brexit probabilmente rimetterà in discussione tutto. Per esempio già adesso si sta discutendo se togliere o meno la cittadinanza a chi ha commesso reati.

PORTOGALLO

All’inizio del 2017 il tema dello ius soli è entrato nell’attualità politica. L’attuale legge garantisce la cittadinanza portoghese a chi ha nonni con una “relazione provata” con la comunità portoghese. Adesso il PSD, il partito di centro-destra, ha proposto una modifica che eliminerebbe la “relazione provata”, dando così la cittadinanza immediatamente. Left Bloc, il partito di sinistra radicale ha scritto invece una proposta per introdurre lo “Ius soli” puro, che darebbe il diritto di cittadinanza a chiunque nasca in Portogallo, a prescindere dalle origini. Attualmente, oltre ad avere nonni in qualche modo legati con il Portogallo, le seconde generazioni devono dimostrare che i loro genitori sono legalmente residenti da almeno 5 anni, devono essere maggiorenni, conoscere il portoghese e non essere stati condannati per reati che prevedano più di 3 anni di carcere.

GERMANIA

I requisiti per avere la cittadinanza tedesca devono essere presenti in contemporanea: il richiedente deve aver frequentato la scuola per 6 anni, i genitori devono aver vissuto in Germania per più di 8 anni continuativi e devono avere un permesso di residenza permanente. Dal 2014 chi ottiene la cittadinanza può tenere anche la cittadinanza del Paese d’origine.

FRANCIA

Se almeno uno dei due genitori è nato in Francia, il figlio di seconda generazione ha diritto alla cittadinanza francese. Al compimento dei 18 anni la cittadinanza viene data in automatico, ma se viene richiesta dai genitori il limite di età si abbassa a 13.

SPAGNA

In apparenza, dal 1983 la legge spagnola non concede la cittadinanza spagnola finché il Paese d’origine non certifica che la persona in questione non è più in grado di mantenere la cittadinanza d’origine. In realtà, per i figli che mantengono la cittadinanza straniera, ereditata dai genitori, il diritto alla cittadinanza è legato a quella dei genitori: almeno uno deve avere la cittadinanza spagnola. Una volta avviata la pratica, si apre un percorso burocratico che richiede solo alcuni anni.  

 

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