Americhe 1 Apr 2017 09:07 CEST

Paraguay, assalto al Parlamento: un morto

Un gruppo di manifestanti ha invaso la sede del Parlamento nella capitale Asuncion, protestando contro un progetto di riforma costituzionale che permetterebbe la rielezione di presidenti ed ex presidenti

Con il passare delle ore degenera la situazione in Paraguay dopo la decisione del presidente Maduro di esautorare il Parlamento. Un gruppo di manifestanti, infatti, ha invaso la sede del Parlamento paraguayano nella capitale Asuncion, protestando contro un progetto di riforma costituzionale che permetterebbe la rielezione di presidenti ed ex presidenti. Unità antisommossa hanno eseguito cariche, usato idranti e fucili a pallettoni per cercare di disperdere i manifestanti, che a loro volta hanno lanciato pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine. Alcuni partecipanti alla protesta sono entrati nel recinto parlamentare, dove hanno appiccato un incendio.

Negli scontri davanti al Parlamento del Paraguay si sono registrari decine i feriti, fra cui esponenti politici e agenti di polizia. Efrain Alegre, presidente del Partido Liberal Radical Autentico, il partito di opposizione in Paraguay, ha reso noto che un giovane è morto per gli spari della polizia nella sede del partito. Secondo il presidente del partito, la polizia ha fatto irruzione “in modo barbaro” e ha sparato contro i manifestanti, alcuni dei quali sono rimasti feriti gravemente. Il ministro degli Interni Miguel Tadeo Rojas ha spiegato che le forze di sicurezza sono state costrette a reagire, con idranti e proiettili di gomma, per disperdere la folla.

Nelle immediate vicinanze del Panten de los Heroes, nel centro storico della città, centinaia di manifestanti hanno dato fuoco ai cassonetti dell’immondizia e innalzato barricate con le quali bloccare l’avanzata della polizia, che ha usato gas lacrimogeni e sparato proiettili di gomma.

La Costituzione varata in Paraguay nel 1992, dopo 35 anni di dittatura, limita il presidente a un unico mandato di cinque anni. Ma Horacio Cartes, in scadenza il prossimo anno, sta cercando di rimuovere tale vincolo con un emendamento che autorizzi un secondo mandato.

La manifestazione di protesta poi degenerata si era tenuta mentre 25 senatori, la maggioranza, avevano approvato l’emendamento alla Costituzione che ora deve essere esaminato dalla Camera, dove Cartes può contare su una solida maggioranza.